Anoressia: Quando il cibo diventa un nemico.Cos’è l’anoressia e come si manifesta. Quando il peso e le forme corporee diventano il principale fattore in base al quale valutare il proprio valore personale.

Anoressia nervosa letteralmente significa “mancanza nervosa di appetito“. Questa definizione è sbagliata perché pur rifiutando di mangiare, chi ne è affetto/a, ha sempre un intenso appetito. Il rifiuto del cibo dipende dalla necessità estrema di controllare l’alimentazione.
Una persona è affetta da Anoressia Nervosa se manifesta tutte e quattro le seguenti caratteristiche:
- Perdita di peso rilevante (più del 15% del peso considerato normale per età, sesso e altezza);
- Paura intensa di ingrassare anche quando si è in sottopeso;
- Alterazione nel modo di vivere il peso, la taglia e le forme corporee;
- Scomparsa delle mestruazioni (nelle donne assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi).

Si distinguono due forme di anoressia nervosa: l’anoressia restrittiva, forma in cui il dimagrimento è causato dal digiuno e dall’intensa attività fisica, e l’anoressia con bulimia, forma in cui la persona mette in atto comportamenti che insieme al digiuno servono a diminuire il peso corporeo (abuso di lassativi e/o diuretici, vomito).

Il cibo viene assunto in maniera saltuaria, preferibilmente in solitudine, dando la preferenza ad alimenti a basso contenuto calorico.
Più la fame cresce più cresce l’importanza di dominarla.

L’anoressia nervosa colpisce lo 0,28% degli adolescenti e delle giovani donne adulte dei paesi occidentali. Il 90-95% delle persone colpite appartiene al sesso femminile e i maschi costituiscono tuttora la minoranza. L’età del disturbo è compresa dai 12 ai 25 anni; negli ultimi tempi sono stati diagnosticati casi dopo i 20-30 anni . I casi di anoressia nervosa sembrano essere molto frequenti nel mondo della moda e nel mondo della danza.

La ragazza che riesce a tenere sotto controllo la propria relazione con il cibo in maniera così estrema spesso è molto brillante in altri campi.
E’ una brava studentessa, si prende cura degli altri, a volte cucina per il resto della famiglia, svolge intensa attività fisica, si alza presto la mattina e non è mai stanca.

Questa sensazione di benessere unita all’iperattività le serve il più delle volte a nascondere a se stessa e agli altri la diminuzione del peso e la conseguente sofferenza del corpo.

La terapia dell’anoressia nervosa andrebbe condotta idealmente a livello ambulatoriale, ma questa condizione non sempre è possibile ed è indicata solo per le pazienti che presentano una perdita di peso non allarmante (inferiore al 25%), assenza di complicazioni mediche, motivazione al cambiamento, presenza di un ambiente familiare favorevole.
Il trattamento ambulatoriale può comunque essere provato, ma se dopo un determinato periodo non si verifica nessun miglioramento, si raccomanda il ricovero ospedaliero per evitare la cronicizzazione del disturbo.

L’intervento ospedaliero dell’anoressia nervosa si pone due obiettivi generali:
stabilizzare le condizioni mediche-psichiatriche per gestire le complicanze acute del disturbo e iniziare o continuare un percorso di cura finalizzato all’interruzione dei fattori di sviluppo e mantenimento del disturbo.
Il trattamento deve essere effettuato da una equipe, composta da medici, psicologi-psicoterapeuti, dietisti e personale infermieristico. Il ricovero in strutture ospedaliere di riabilitazione intensiva ha una lunga durata (90 giorni circa).

Per tentare di vincere l’anoressia, c’è bisogno innanzitutto di informazione. . Devono informarsi i genitori per comprendere il problema, deve informarsi la figlia per comprendere meglio il suo disturbo. Inoltre i genitori della ragazza, anche nel caso in cui lei non fosse ancora pronta ( non dimentichiamo che nella maggior parte dei casi i malati di anoressia rifiutano ogni aiuto e la prima vittoria consta proprio nel renderli coscienti del proprio disturbo) per un intervento, possono partecipare a un ciclo di incontri sul tema specifico: sono sempre più numerosi oramai gli studi ambulatoriali specializzati che prevedono come approccio iniziale incontri di gruppo con i genitori a carattere informativo.

Se si riesce a trovare la forza per desiderare di guarire, guarire è possibile.

Indirizzi utili:

Sedi dell’ ABA
(Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disordini alimentari)

Ancona 071-43052, via G. Bruno, 4

Bologna 051-267466, via Lame, 44

Catania 095-372050, via Trieste, 13

Firenze 055-485282, 055-483919 fax, via XX Settembre, 122

Genova 010-586281, 010-2512641 fax, via Colombo, 12

La Spezia 0187-778436, via F.lli Rosselli, 32

Milano 02-29000226, 02-6555666, 02-29006988 fax, via Solferino, 14

Napoli 081-406135, 081-5787595, via Carducci, 61

Palermo 091-551090, 091-6831442 fax, via Gambara, 2

Pescara 0368-3048510, via Campobasso, 18

Roma 06-70491912, 06-70494525 fax, via Giambullari 8

Salerno 089-755051, via Santa Margherita, 36

Torino 011-7719091, corso Tassoni, 14

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