Test per rare malformazioni cardiache nei neonati: novità dalla ricerca
Per la diagnosi delle malformazioni cardiache nei bambini arriva un’importante ricerca: un test che permette di individuare nei neonati eventuali situazioni patologiche.

Da una ricerca italiana, arriva un’importante novità: un test molto semplice che permette di individuare delle rare malformazioni cardiache sin nelle prime ore di vita del bambino.

Viene preso in considerazione un indice, l’indice di perfusione, misurato con il “pulsossimetro”, ossia un apparecchio già usato per valutare il livello di ossigenazione del sangue, che verifica la componente pulsatile del battito cardiaco, cioè come il sangue pompato dal cuore arriva alla periferia: se l’indice è basso, significa che c’è uno stress con vasocostrizione e che, nonostante il cuore lavori sodo, il sangue non arriva bene alle arterie più piccole e periferiche. Dovranno quindi essere chiarite ed approfondite le varie condizioni fisiologiche o patologiche che determinano questo stato di cose.

L’esame racchiude in sé sostanziali vantaggi:
- innanzitutto, è economico, perché l’apparecchio utilizzato è presente in tutti gli ospedali:
- non è doloroso né invasivo, in quanto viene semplicemente appoggiata una sonda sul ditino del bimbo o sul lobo dell’orecchio;
- è veloce e preciso, in quanto verifica la situazione in tempo reale.

E’ da sottolineare come si tratti di un test poco diffuso in Italia ma molto utilizzato soprattutto in Svezia e Norvegia, dove è già uno screening di routine.


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