Liposuzione delle gambeLa lipoaspirazione consiste nell’asportazione di tessuto adiposo localizzato mediante l’utilizzo di una cannula metallica di piccole dimensioni collegata ad una pressione negativa. Le incisioni che vengono fatte per introdurre la cannula sono delle stesse dimensioni del diametro della cannula stessa.

La lipoaspirazione alle gambe consiste nell’aspirare il tessuto adiposo dalla regione anteriore e posteriore delle gambe, ossia quel tratto di arto inferiore che va dal ginocchio alla caviglia.
E’ una metodica che consente di rimuovere il tessuto adiposo e la cellulite con diverse tecniche:
• Per aspirazione ‘vacuum’.
• Ultrasuoni ( distrugge selettivamente la cellula di grasso rispettandone le strutture circostanti come i vasi sanguigni e i nervi).

La liposcultura è indicata per tutte le lipodistrofie (alterazione degenerativa del grasso) come cellulite, adiposità localizzate e diffuse, con finalità puramente estetiche oppure nelle malattie del tessuto adiposo sottocutaneo (lipomi, cisti). La lipoaspirazione non è una terapia per la cellulite ma per l’adiposità localizzata.
La cellulite è una malattia cronica che porta a una degenerazione del tessuto connettivo. Questa patologia viene correttamente chiamata “pannicolopatia edematofibrosclerotica” e spesso coesiste con l’adiposità localizzata.

Il candidato ideale per questo intervento è un paziente giovane o di mezza età, uomo o donna, che gode di buona salute, con un peso corporeo ideale rispetto all’altezza, e con un buon tono cutaneo.

Preoperatorio
In genere vengono suggerite tre semplici regole per la serata e la notte precedenti l’intervento.
- Fare un bagno caldo: l’idea di essere igienicamente perfetti aiuta a prendere sonno.
- Mangiare qualcosa di leggero (esempio: pesce al vapore con verdura e macedonia) evitando vino e bevande alcoliche che possono rallentare la digestione e interferire con l’anestesia.
- Prendere un sedativo, anche naturale, per riposare bene.
Il giorno dell’intervento bisogna avere l’accortezza di indossare abiti comodi, possibilmente aperti davanti e non accollati. Meglio calzare scarpe basse e non allacciate; niente trucco né smalto per le unghie perchè durante l’anestesia si controlla il loro colorito per verificare il livello di ossigenazione del corpo. Nelle 6 ore che precedono l’ingresso in sala operatoria è
vietato bere e mangiare: la presenza di cibo nello stomaco potrebbe alterare il corretto andamento dell’anestesia.
Prima di tutto si esegue il ‘mappaggio‘, ovvero il disegno pre-operatorio con cui, sul corpo della paziente in piedi, si marcano le zone da trattare.

Tecnica Chirurgica:
1. Tecnica umida o tumescente: si infiltra la zona da trattare con una soluzione fisiologica contenente anestetico e adrenalina. Questo consente di distendere il tessuto, di gonfiare e quindi rompere gli adipociti oltre che vasocostringere la regione trattata in modo da ridurre le perdite ematiche. In pratica per operare l’asportazione non si opera più a ‘secco’, ma infiltrando la soluzione la zona si gonfia (si attendono 10-20 minuti) quindi si effettuano microincisioni cutanee. A questo punto si aspira con cannule di 2-3 millimetri.
2. Medicazione elastocompressiva (calze 140 denari).

Anestesia
A seconda dell’estensione del grasso da eliminare, la liposcultura viene eseguita in anestesia generale o locale con sedazione.

InterventoLa lipoaspirazione può essere tradizionale, manuale oppure a ultrasuoni.

1. Lipoaspirazione Tradizionale

Viene definita tradizionale ma, rispetto alle liposuzioni in voga 15 anni fa, la tecnica si è profondamente rinnovata e raffinata. La caratteristica è l’asportazione meccanica delle cellule adipose. Il chirurgo utilizza cannule metalliche forate in punta, con un diametro che va dai 2 ai 4 millimetri, collegate grazie a un tubo all’aspiratore o pompa di vuoto elettrica. Si tratta di macchine pneumatiche (che si gonfiano quando si immette materiale), che consentono un trattamento molto più rapido rispetto al passato. Per prima cosa nelle zone da trattare si inietta l’anestetico (per l’anestesia locale, generale, parziale) e un cocktail di sostanze fredde che provocano una forte vasocostrizione (restringimento dei vasi) che dura per tutto il tempo dell’intervento e consente di togliere il grasso (anche 5 o 6 litri), senza eccessive perdite di sangue. Dopo l’anestesia, si penetra attraverso piccole incisioni cutanee, larghe esattamente quanto il diametro della cannula, nel grasso sottocutaneo intriso di questa soluzione “tumescente”. Con un movimento di vai e vieni, detto “ad archetto di violino” si rimuove il tessuto adiposo, che è raccolto in un contenitore di vetro graduato, in maniera da controllare l’uniformità del prelievo come è necessario, per esempio, se si interviene sulle cosce.

2. Lipoaspirazione Manuale

L’intervento è uguale a quello tradizionale solo che, al posto dell’aspiratore elettrico, viene utilizzato (a mano,dal chirurgo) il vuoto creato dallo stantuffo di una siringa collegata alla cannula. La scelta del metodo dipende soltanto dalla preferenza del medico.

3. Lipoaspirazione ad ultrasuoni

E’ la tecnica più recente. L’ intervento è simile a quello tradizionale (con l’iniezione dell’anestetico e del cocktail tumescente vasocostrittivo) ma, in più, fa uso di un generatore di ultrasuoni (onde sonore non percepibili dall’orecchio umano) emessi da una sonda di titanio del diametro di 5-6mm. La sonda a ultrasuoni penetra nella cute e gli ultrasuoni frantumano le cellule adipose anche quando sono particolarmente compatte, preservando vasi sanguigni e capillari presenti nel derma. La loro azione, infatti, è selettiva. Un computer regola la frequenza delle onde e la durata del trattamento in base alle caratteristiche della zona del corpo in cui si opera. Le incisioni cutanee sono leggermente più larghe rispetto a quelle effettuate con la tecnica tradizionale, perchè hanno lo stesso diametro della sonda a ultrasuoni. Una volta che il grasso è “sciolto”, viene rimosso con le cannule tradizionali.

PostoperatorioPostoperatorio
La medicazione elastocompressiva va tenuta giorno e notte per una settimana. Dopo di che vengono rimossi i punti e la medicazione. In generale la guaina compressiva va indossata per almeno un mese solo durante il giorno. Nei pazienti obesi è obbligatorio somministrare calciparina, cioè profilassi antitromboembolica.

Finito l’intervento, l’anestesista si accerta che il paziente sia sveglio, respiri regolarmente e che la sua pressione sia normale. In sala risveglio è possibile avvertire ancora per breve tempo un senso di euforia mista a sonnolenza. E’ opportuno non muoversi troppo nel letto e respirare profondamente.
Non bisogna spaventarsi, quando ci si accorge di essere fasciate: nell’ultima fase dell’ intervento si applicano alcune spugne autoadesive da tenere per 3 o 4 giorni: contrastano la formazione di ecchimosi (lividi), che in ogni caso scompaiono in 15-20 giorni.
Inoltre vengono prescritti farmaci analgesici che aiutano a sopportare il senso di indolenzimento nell’area trattata.
Per un mese dopo l’intervento bisogna portare collant elastici notte e giorno. In questo periodo è opportuno fare, su consiglio del medico, un ciclo di massaggi linfodrenanti per accelerare l’assorbimento delle ecchimosi. Nel secondo mese le calze elastiche vengono indossate solo la notte. Il gonfiore sparisce in 2 o 3 mesi.

Risultati
Sono visibili immediatamente dopo l’intervento. Dato che nei giorni successivi si sviluppa l’edema, i risultati quasi definitivi sono evidenti a distanza di 20-30 giorni. Definitivi dopo 6 mesi circa. Il grasso tolto non si riforma più.

Complicanze
Le complicazioni della liposuzione della coscia dipendono dalle tecniche usate.
Nella liposuzione semplice, la zona critica è la parte interna della coscia, dove bisogna aspirare poco tessuto adiposo perché si creano con molta facilità irregolarità cutanee e deformazioni del contorno femminile. Inoltre si può lesionare la vena safena magna, con ematomi cospicui.
Quando invece la lipoaspirazione si associa alla chirurgia aperta, quando l’eccesso adiposo si associa alla ptosi cutanea, è bene eseguire le incisioni all’interno dell’area da escidere ; qui, le complicazioni sono dovute a deiscenze di suture, soprattutto nella regione inguino-crurale, e all’incongruo posizionamento delle cicatrici. Sono le abituali complicanze della dermolipectomia della coscia.

Dottor Masino Scutari,
Chirurgo plastico-estetico a Padova per informazioni: www.chirurgoesteticoonline.com


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