Mastoplastica riduttiva: quando il seno voluminoso diventa un problemaLa maggior parte delle donne, anche molto giovani, che decidono di sottoporsi ad un’operazione di mastoplastica riduttiva, cioè al rimpicciolimento chirurgico della mammella, lo fanno per porre fine alla difficile convivenza con un presunto difetto fisico: il seno voluminoso. Infatti, molto spesso, un seno considerato troppo abbondante e non attraente può dar vita ad un forte disagio psicologico: la donna si sente esposta a commenti imbarazzanti, si sente goffa e volgare, trova difficile reperire indumenti per la sua taglia, trova difficile praticare molti sport.

Ma al di là di quelle che possono essere le ragioni estetico-psicologiche, da un punto di vista medico, la mastoplastica riduttiva presenta notevoli vantaggi, perché elimina molti disturbi collegati alla pesantezza delle mammelle. Innanzitutto, un seno voluminoso può provocare:
- dolore al collo e alle spalle;
- inarcamento del dorso;
- artrosi cervicale e l’incurvamento del torace;
- un ricorrente dolore acuto che dal collo si irradia al braccio;
- macerazione cutanea e altre dermatosi nel solco sottomammario;
- difficoltà nel diagnosticare, rispetto ad un seno di misure normali, la presenza di un tumore e proprio il fibroadenoma e il cistesarcoma tîlloide, possono essere responsabili dell’aumento del volume del seno.

Dunque la mastoplasticaDunque la mastoplastica riduttiva è’ l’intervento chirurgico che serve a ridurre il volume di un seno grande e cadente per condizione congenite o in seguito a ingrassamento.
L’intervento si svolge in anestesia generale e dura circa due ore. Il volume del seno viene ridotto asportandone il contenuto, ovvero parte del grasso e della ghiandola mammaria, insieme alla pelle in eccesso.

Gli esami richiesti sono:
- Esami del sangue
- ECG .
Si consiglia però un’indagine strumentale (mammografia e/o ecografia mammaria) in pazienti che presentino fattori di rischio (età, familiarità, ecc.) per malattie della mammella.

A seconda della tecnica impiegata: incisione a T rovesciata , incisione a L, incisione verticale, il risultato finale comporterà una cicatrice attorno all’areola ed una verticale (dall’areola al solco sottomammario).
Normalmente vengono utilizzate delle suture intradermiche con punti riassorbibili.

il postoperatorioIl postoperatorio prevede quanto segue:
- Un giorno di ricovero.
- I punti di sutura non vengono rimossi perchè si riassorbono.
- Terapia antibiotica e antinfiammatoria per 5 giorni.
- Per 7 giorni viene eseguito un bendaggio compressivo, sostituito poi da un reggiseno rimodellante da tenere per circa un mese nelle tecniche tradizionali, o per un minimo di due mesi, (giorno e notte), se si utilizza la tecnica con sola cicatrice verticale.

La riduzione di volume e la forma del seno sono visibili già al momento della rimozione dei bendaggi e sono definitivi.
Le cicatrici in genere sono poco visibili.

Complicazioni:
- A breve termine cattiva cicatrizzazione con difficoltosa chiusura delle ferite (soprattutto in forti fumatrici).
- A lungo termine cicatrizzazione esuberante con formazione di cheloidi nelle pazienti predisposte a tale patologia.

Dottor Masino Scutari,
Chirurgo plastico-estetico a Padova per informazioni: www.chirurgoesteticoonline.com


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