Dal Giappone la nuova tecnica operatoria contro il cancroPrevenzione e diagnosi precoce del tumore sono le armi fondamentali per ridurre il rischio di morte nei pazienti affetti da questa brutta malattia. Purtroppo in Europa ed in special modo in Italia solo il 10% dei tumori è diagnosticato precocemente con il risultato che circa il 90% delle persone muore a 5 anni dalla diagnosi per il semplice fatto che la tardività della scoperta rende la neoplasia inoperabile.

In Giappone più del 50% dei tumori del tratto gastrointestinale è diagnostica per tempo, essendo in quella zona il tumore più frequente, è grazie a questa nuova tecnica operatoria, che non prevede la demolizione dell’organo, la sopravvivenza dei malati a 5 anni dell’intervento raggiunge il 95%.

I tumori del tratto intestinale in Europa, con particolare riferimento al tumore del colon-retto, è il più frequente dopo quello ai polmoni e al seno, seguito poi da quello allo stomaco.

La tecnica operatoria Europea più in uso è la EMR (Resezione Endoscopica della Mucosa) che prevede in pratica la demolizione dell’organo mediante la rimozione delle lesioni tumorali, e quando il tumore raggiunge misure maggiore dei 20 mm occorre effettuare più asportazioni con il conseguente aumento dei rischi per recidive, ed inoltre il tessuto che se ne ricava spesso è inadeguato all’esame istologico.

La nuova tecnica operatoria giapponese invece, chiamata ESD ( Dissezione endoscopica della sottomucosa), si basa sull’uso di accessori endoscopici di ultima generazione a forma di ago con i quali si scava la lesione neoplastica rimuovendola senza alcun danno per l’organo. La procedure viene condotta intermante in endoscopia attraverso bocca o ano e non ci sono né asportazioni demolitive e invalidanti degli organi ( esofago, stomaco , colon retto). La conseguenza una minore mortalità, un decorso post-opratorio migliore ed una qualità della vita migliore.

La tecnica ESD, consente di asportare in un unico blocco lesioni tumorali anche più grandi di 20 mm consentendo quindi anche di ottenere un pezzo unico di tessuto su cui poi il patologo potrà lavorarci e dare un giudizio diagnostico sicuramente più affidabile in relazione alla presenza di tessuto tumorale residuo e sui margini verticali ed orizzontali della lesione.

Sulla scorta dei risultati giapponesi, l’università La Sapienza di Roma, presso il dipartimento di Chirurgia “Paride Stefanini” ha avviato un dottorato di ricerca di 3 anni sulla ESD.


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