Quando il sesso diventa dipendenzaQuella che oggi è chiamata sexual addiction, ossia dipendenza dal sesso, è stata definita, nel lontano 1886, come un appetito sessuale irrefrenabile che coinvolge tutti i pensieri e si pone come unico scopo dell’esistenza.

Circa 20 anni fa , il National council of sexual addiction ha stabilito che questa malattia, conosciuta anche come ipersessualità, è un comportamento sessuale che aumenta in modo progressivo, con conseguenze negative per sé e per gli altri.
Come si riconosce il disturbo?

- Il sesso diventa il principale scopo della vita a cui si sacrifica l’amore, l’amicizia e la salute.

- Le attività sessuali sono compiute in modo compulsivo e ossessivo, la qualità di vita peggiora e si tende a mentire e a mantenere nascosta la propria ossessione.

- Ci si masturba, si ricorre a rapporti sessuali occasionali con persone appena conosciute o con prostitute, si utilizzano oggetti porno arrivando spesso a porre in essere pratiche sadomaso.

Numerose sono le persone afflitte da questo disturbo e tra queste non mancano le star di fama internazionale che hanno ammesso di soffrirne. Tra questi David Duchovny, Michael Douglas, Sharon Stone, Kate Moss.

A differenza di quanto accade nelle terapie volte alla guarigione da altre forme di dipendenza che hanno come obiettivo la completa astinenza, nel caso della sexual addiction il traguardo ambito è il ritorno ad una sessualità sana.

Lo strumento principale è la psicoterapia, individuale o di gruppo, attraverso cui il paziente può prendere coscienza del proprio comportamento, superare vergogna e sensi di colpa e comprendere che si posso instaurare rapporti interpersonali gratificanti anche in assenza della componente sessuale.


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