Tumore alla bocca: la parola d’ordine è prevenzioneIl tumore alla bocca è una malattia grave in continua diffusione.
Colpisce maggiormente gli uomini sopra i 50 anni ma è in crescente aumento anche tra le donne, a causa del vizio del fumo sempre più diffuso tra le esponenti del gentil sesso.

La lingua è la parte della bocca più colpita, in particolare la parte sottostante detta “pavimento orale”.

Però tutte le aree della bocca posso essere colpite da tumore , dalle gengive alle guancie, così come il palato e le labbra.

Vi sono alcuni comportamenti nello stile di vita che se evitati diminuiscono i fattori di rischio.

- Il fumo: è uno dei principali imputati dell’insorgenza del tumore alla bocca, oltre agli altri danni provocati all’organismo; smettere dunque è indispensabile.
- L’abuso di alcol: è l’altra cattiva abitudine che aumenta il rischio di ammalarsi di tumore alla bocca. Insieme poi fumo e alcol sono devastanti. Il motivo sarebbe da ricercare nel calo delle difese immunitarie a cui va incontro la mucosa del cavo orale che , sottoposta alle aggressioni di sostanze dannose che alcol e sigarette contengono, perderebbe il suo naturale effetto protettivo.
- Scarsa igiene orale: una bocca scarsamente curata, un’igiene molto sommaria fa aumentare il rischio di insorgenza di tumore alla bocca a causa delle lesioni che , con il tempo, possono formarsi nel cavo orale.
- Protesi dentarie malfatte: anche questa situazione può generare l’insorgenze del tumore, perché anche una protesi che non aderisce bene o che ha denti troppo appuntiti può provocare lesioni che possono consentire al tumore di svilupparsi.

La malattia non va sottovalutata ma curata tempestivamente perché le parti colpite non possono più svolgere le loro normali funzioni come comunicare, mangiare, ingoiare. Inoltre il tumore può intaccare altri organi vitali: la sua diffusione è facilitata dalla presenza nella bocca e nel collo di vasi linfatici che si irradiano in tutto il resto del corpo.

Cosa fare?

Innanzitutto provvedere ad un’ispezione periodica della bocca per riscontrare eventuali anomalie.

Le spie di allarme sono lesioni anomale di colore rosso o bianco. Si può pensare a normali vescichette curate con soluzioni per lo sciacquo. Se dopo 15 giorni però queste non sono sparite, è opportuno rivolgersi al dentista per le valutazioni del caso.

Si consiglia, in ogni caso, una visita dal dentista ogni sei mesi per fare il punto della situazione sullo stato di salute dei denti e del cavo orale.


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