Protesi al seno: rischi e complicanzeGli esperti, sulla base di studi accurati, escludono rischi alla salute derivanti dagli impianti di protesi mammarie al silicone o da un altro genere di riempimento.
Complicanze possono aversi a livello locale.

Due sono le tipologie di complicanze che possono insorgere: le complicanze precoci e le complicanze tardive.

Le complicanze precoci, appaiono dopo poche ore o nei primi giorni in seguito all’intervento e possono essere:
- l’ematoma, dovuto ad un controllo poco scrupoloso del sanguinamento. L’ematoma, va subito drenato poiché si potrebbe verificare l’apertura della sutura e l’uscita della protesi.
- il sieroma, che si verifica nell’ipotesi in cui il seno viene a trovarsi in una situazione di tensione, che può causare una fuoriuscita di liquido chiaro (siero ematico) dopo due o tre giorni dall’operazione. Il riassorbimento dovrebbe avvenire spontaneamente.
- l’infezione, è la causa più frequente di estrusione delle protesi. Oggi ciò viene facilmente evitato grazie all’uso di attrezzature sterilizzate e all’uso di antibiotici. Se l’infezione compare, si presenta con dolori acuti alle mammelle e nella maggior parte dei casi le protesi devono essere asportate.
- la necrosi cutanea, che può verificarsi durante le prime settimane, consiste in un rigetto delle protesi con la morte del tessuto circostante alla zona in cui è avvenuto l’intervento. Solitamente, si presenta in seguito ad un ematoma o ad un sieroma o talvolta anche a causa della troppa fragilità dei tessuti di rivestimento.

Le complicanze tardive, si presentano dopo alcuni mesi dall’intervento o, talvolta, anche dopo alcuni anni.
Ecco quali possono essere:
- la contrattura capsulare: questa reazione è dovuta all’intrusione di un corpo estraneo che forma un tessuto fibroso per isolare l’intruso in una capsula più dura. A volte si deve agire con interventi locali o generali per la sua parziale o totale asportazione e sostituzione della protesi stessa.
- il dislocamento della protesi, ossia il scivolamento di quest’ultima verso la cavità ascellare. Può esserci una perdita di sensibilità dell’areola e del capezzolo; può essere permanente o in alcuni casi transitoria.
- il wrinkling, ossia la formazione di rughe intorno all’impianto. Se le rughe si presentano sul seno, si parla di rippling.
- la rottura, con una conseguente ed inevitabile perdita del contenuto quando il volume delle protesi impiantate diminuisce con il tempo. Nella maggior parte dei casi, non ci si rende conto della rottura. Nella situazione di una protesi con gel coesivo, il silicone non esce e la forma si mantiene inalterata. In ogni caso, la rottura della protesi o la fuoriuscita di gel non comporta danni per la salute. Resisi conto della rottura delle protesi, si procede comunque con la loro sostituzione.
- Se, in particolare, la protesi viene applicata nel modo sottoghiandolare, se la donna avesse la necessità di effettuare una mammografia, la protesi, potrebbe causare un’interferenza. Questo genere di controllo dovrà perciò essere effettuato con delle proiezioni particolari e con il radiologo informato del fatto.

A cura del Dott. Masino Scutari chirurgia plastica ricostruttiva PADOVA www.chirurgoesteticoonline.com


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