Le partecipazioni, l’invito per il giorno più belloLa scelta delle partecipazioni nuziali rispecchia la personalità degli sposi e lo stile prescelto per l’intera cerimonia.

Hanno un certo fascino in quanto comunicano a chi le legge una lieta notizia e introducono tutti, sposi ed invitati, nel cammino che precede il giorno del matrimonio.

Pertanto, una volta fissata la data del matrimonio, confermata la chiesa o la sala comunale e prenotato il luogo per il ricevimento,bisogna pensare alle partecipazioni e agli inviti: secondo un’antica usanza, è la famiglia della sposa ad occuparsi della scelta e dell’invio delle partecipazioni.

La prima cosa da fare, dopo aver steso un elenco, comprensivo di tutti i possibili invitati, è quello di distinguere tra coloro che saranno poi invitati al ricevimento nuziale e coloro che, viceversa, non lo saranno.

Secondo il galateo, i nominativi e gli indirizzi sulle buste vanno scritti a mano utilizzando inchiostro a china di colore blu oppure grigio su carta bianca; color seppia, su carta avorio.

L’ordine da seguire è il seguente: prima il nome, poi il cognome (in nessun caso preceduti da titoli professionali, di studio o onorifici, eccezion fatta per i militari di carriera) quindi, la via ed il numero civico, il codice di avviamento postale, la città e la sigla della provincia tra parentesi.

La scelta della linea grafica per gli stampati, può seguire gli stili più disparati sempre però tenendo d’occhio lo stile che si è dato al resto del matrimonio: si può spaziare dall’antico, al classico, al moderno, all’ecologico in carta riciclata o dipinta con colori naturali.

Si consiglia, comunque, di scegliere caratteri sobri ed eleganti come l’intramontabile e, sempre molto richiesto corsivo inglese abbinato ad un inchiostro grigio scuro (se si sceglie il cartoncino bianco); color seppia (se, viceversa, si opta per un cartoncino avorio).

La partecipazione deve contenere tutti i dati relativi alla cerimonia ed in particolare in alto a sinistra, si dovranno indicare nome e cognome dello sposo (ed eventualmente, dei suoi due genitori); al centro, l’annuncio del matrimonio, ora, giorno, mese ed anno; nome ed indirizzo della chiesa (o della sala comunale, in caso di cerimonia con rito civile); in alto a destra il nome e il cognome della sposa, l’indirizzo della nuova casa degli sposi; in basso a sinistra, l’indirizzo della casa dei genitori dello sposo e, in basso a destra, quello dei genitori della sposa.

Ovviamente è consigliabile prestare molta attenzione all’operato della tipografia incaricata per evitare che vengano spedite partecipazioni con dati errati o con errori di ortografia.

Di formato più piccolo, ma coordinato per carta e colore di stampa, l’invito potrà essere impostato così. La formula più comune e tradizionale prevede che siano gli sposi stessi a formulare l’invito, con l’accortezza di specificare in modo chiaro il luogo preciso nel quale si terrà il ricevimento. Sull’invito si riporteranno, quindi,i nomi degli sposi seguiti dalla classica frase: “…dopo la cerimonia, saranno lieti di salutare parenti ed amici, presso….”, poi il nome e l’indirizzo del locale prescelto (è consigliabile far stampare una cartina sul retro con le indicazioni sul come raggiungere il luogo del ricevimento, per chi non è ancora munito di navigatore).

E’ importante inserire in basso e a destra la sigla R.S.V.P. (“Repondez s’il Vous plait”),ossia, “si prega di rispondere” affinché, ogni invitato, si senta in dovere di confermare o meno la propria presenza oppure ricorrere al più semplice “E’ gradita conferma”, magari in caratteri più piccoli rispetto all’altro testo.

Terminata infatti la fase della preparazione, bisogna pensare all’invio delle partecipazioni, tenendo conto che, le stesse, devono esser pronte almeno 45/60 giorni prima della data fissata per la cerimonia, inviate per mezzo postale o tramite apposita agenzia di recapito oppure, più semplicemente, consegnate a mano, direttamente dagli sposi, almeno per quanto concerne i parenti più stretti ed i testimoni di nozze.

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