Autostima, amiamoci di piùTi sei mai chiesto:” io mi piaccio ?” Non piacersi fisicamente, sia chiaro, ma caratterialmente, per quello sei come uomo o come donna; se sei soddisfatto delle cose che hai fatto, dei risultati che hai ottenuto e della vita che Ti sei scelto. Lo hai mai fatto?! Io lo faccio spesso: anche più volte in un mese. Mi chiudo nel mio studio e penso a tutte le cose che ho fatto in quel periodo (belle e brutte) e che ancora vorrei fare. Penso a come sono e come migliorare (perché ricorda: si può sempre migliorare). Alla fine, ogni volta, mi accorgo dei molti errori, potevo fare meglio e di più, ma nonostante le critiche, ho sempre una buona immagine di me stesso, insomma: continuo ad amarmi.

Devi Credermi, non sono superbo ne tantomeno arrogante: bensì ho un’autostima molto forte. La stessa che mi ha permesso di superare i momenti negativi della mia vita e posso garantirti, ce ne sono stati tanti.

Ma che cosa è l’autostima di una persona?

Uso una metafora per darti la mia personale definizione di autostima: una “freccia che ognuno di noi segue”. La freccia può andare verso l’alto o verso il basso. La freccia si muove attraverso una scala di valori, che può andare da un’autostima molto alta ad una molto bassa. Solitamente, chi ha un’autostima molto alta (da non confondersi con la superbia), tende ad eccellere nella vita, perché è consapevole delle sue capacità, pensa sicuramente in positivo e non ha paura di sbagliare ma, soprattutto, crede in se stesso ed in quello che fa. Di contro, chi ha un’autostima molto bassa, è spesso convinto di non valere nulla, di essere una persona insignificante, di non interessare a nessuno. Questa persona non ha fiducia nelle proprie capacità, non potrà che vedere le cose in modo negativo e, quindi, fallire con estrema facilità.

Permettimi di farti notare che non ho mai affermato che chi ha un’autostima molto alta è per forza un vincente (le variabili che entrano in gioco sono talmente tante che a volte non basta la sola forza che abbiamo dentro di noi) però, concorderai con me che le probabilità che una persona possa diventare un vincente aumentano sensibilmente nel caso in cui, questa stessa persona, creda in se stessa ed abbia fiducia delle proprie risorse, insomma: abbia un po’ di sana autostima.

Come si forma questa sana autostima?

L’autostima è l’insieme delle esperienze dirette e indirette di una persona, delle sue credenze positive e negative, del suo modo di pensare, dei suoi giudizi e pregiudizi, dei suoi valori, ecc. E’ il Tuo cervello, con tutte le varie esperienze “filtrate” dai cinque sensi, che alla fine decide per Te. E’ lui che decide se sei (o diventerai) un vincente o un perdente in base a tutte le informazioni che con il passare degli anni ha filtrato. Mettila come vuoi, ma è il Tuo cervello che comanda, non Tu.

Tutte queste “informazioni”, al Tuo cervello, come sono arrivate? Le varie esperienze soggettive che “filtriamo” attraverso i nostri cinque sensi “vista, udito, tatto, gusto e olfatto” (molte donne hanno il famoso sesto senso) ci arrivano sin da bambini nella famiglia e poi, a mano a mano che cresciamo, attraverso la scuola, il lavoro e il sociale. L’autostima (alta o bassa che sia), dunque, comincia a crearsi sin dai primi giorni della nostra vita, perché la famiglia gioca un grosso ruolo nel sistema informativo della persona e quindi, influisce sensibilmente sulle credenze e sui valori che questa persona “costruirà” con il passare degli anni.

Credo fermamente che uno dei doveri più importanti di un buon genitore sia di aiutare i propri figli a crescere con la consapevolezza di potercela fare; sin da piccoli, i bambini debbono essere educati all’autostima, a pensare in positivo, di potercela fare, a credere in sè stessi e, se mi è permesso, a credere anche negli altri. Naturalmente, con la piena consapevolezza che la vita è difficile e non sono tutte rose e fiori e che quindi, vi potranno essere dei problemi. Mi rivolgo anche agli insegnanti delle elementari, delle scuole medie e superiori, per poi arrivare ai professori universitari: dopo la famiglia, la scuola è il luogo più importante dove i nostri figli crescono e maturano, sino a diventare adulti.

Queste persone hanno un ruolo delicato, molto importante, impegnativo. Oltre ai fondamentali della cultura, oltre a trasmettere il sapere, consiglierei loro di “aiutare a crescere caratterialmente” i ragazzi. I giovani hanno bisogno di dialogo, di essere ascoltati, motivati, incitati e persino capiti. E se sbagliano, di essere ripresi e puniti, ma non colpevolizzati.

Mi hanno sempre detto “sbagliare è umano” ed ho scoperto, con l’esperienza, che chi non sbaglia mai probabilmente agisce poco o nulla. Personalmente non conosco nessuno (neppure i grandi vincenti) che non abbia sbagliato almeno una volta nel corso della propria vita.

Sbagliare è umano e non c’è nulla di male in un errore, anzi, errare permette alla persona di accrescere le sue conoscenze e dall’errore, apprendere l’antidoto per non sbagliare la prossima volta.

La mia ricetta per accrescere l’autostima? Semplice: riscopri il piacere di amarti, di volerti bene anche se commetti degli sbagli. Smetti di aver paura di non farcela. Se vuoi che il mondo intorno a Te cambi, non lamentarti, ma agisci. Giorno dopo giorno, goccia di autostima dopo goccia, provaci e riprovaci ed ancora provaci.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach


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