Lipoaspirazione: intervista al Dottor Masino Scutari, chirurgo plastico esteticoDott. Scutari ci spieghi cos’è la lipoaspirazione.

La lipoaspirazione viene definita come l’asportazione di tessuto adiposo localizzato mediante l’utilizzo di una cannula metallica di piccole dimensioni collegata ad una pressione negativa. Le incisioni che vengono fatte per introdurre la cannula sono delle stesse dimensioni del diametro della cannula stessa.

A cosa serve?

La lipoaspirazione è indicata per il trattamento dei depositi adiposi localizzati che non rispondono alle diete e all’esercizio fisico.

Chi si può sottoporre a lipoaspirazione?

Il candidato ideale per questo intervento è un paziente giovane o di mezza età, uomo o donna, che gode di buona salute, con un peso corporeo ideale rispetto all’altezza, e con un buon tono cutaneo.

A cosa sono dovuti gli accumuli adiposi localizzati?

A due fattori: la dieta e l’ereditarietà.
L’ereditarietà determina la localizzazione e il numero di cellule adipose individuali che sono di numero costante e non cambiano dopo la pubertà. La dieta aumenta o diminuisce l’accumulo di grasso in queste cellule ma non ha nessun effetto sul numero totale delle cellule adipose e sulla loro distribuzione.

Come interviene allora la lipoaspirazione?

La lipoaspirazione riduce il numero delle cellule adipose nelle zone sottoposte a intervento e quindi è efficace e definitiva nel trattamento delle alterazioni di contorno corporeo. Da qui nasce la definizione di “Liposcultura o Lipoplastica”.
E bene sottolineare che la lipoaspirazione non è il trattamento del soprappeso o dell’obesità. Il paziente obeso deve essere valutato dal punto di vista dietetico e metabolico prima di essere considerato per una lipoaspirazione.

Che differenze ci sono fra la lipoaspirazione tradizionale, quella manuale e quella a ultrasuoni?

La lipoaspirazione tradizionale rimuove le cellule adipose attraverso una avulsione meccanica del tessuto adiposo. Si utilizzano cannule meccaniche di 2-3-4 mm collegate con un aspiratore o pompa di vuoto elettrica. Si penetra con la cannula attraverso piccole incisioni cutanee nel grasso sottocutaneo e con un movimento di vai e vieni o ad archetto di violino si rimuove il tessuto adiposo che viene raccolto in un contenitore di vetro graduato.
Al posto dell’aspiratore elettrico si può usare il vuoto di una siringa collegata alla cannula e in questo caso si parla di lipo manuale.
La lipoaspirazione a ultrasuoni utilizza invece un generatore di ultrasuoni e un “manipolo” che producono energia ultrasonora. Questa distrugge le cellule adipose attraverso un meccanismo detto cavitazione. Il grasso così emulsionato viene rimosso attraverso le cannule standard ma le incisioni cutanee sono di dimensioni maggiori a causa del maggior diametro del manipolo.

La lipoaspirazione tradizionale serve per interventi più estesi?

Falso, l’estensione della lipo non dipende dalla metodica ma dalle zone che si vogliono trattare. Per un buon risultato è necessario dare alla paziente una forma corporea armoniosa e quindi aspirare la zone che alterano la silhuette femminile come i fianchi, le coulotte de cheval, l’interno coscia.

La lipo manuale serve per piccoli interventi?

No, l’estensione della lipo non dipende dalla metodica: con ogni metodica si può fare una piccola lipoaspirazione.

Che tipo di anestesia è necessaria?

Il tipo di anestesia dipende dall’estensione della lipoaspirazione che si può eseguire in anestesia locale, locoregionale o in anestesia generale.
La più diffusa oggi è l’anestesia locale con sedazione. Si seda il paziente e si infiltra nelle zone da aspirare la soluzione di Klein (composta da soluzione fisiologica, anestetico, adrenalina e bicarbonato). Questa anestesia permette una più rapida ripresa post operatoria e una maggior collaborazione del paziente.

La lipoaspirazione elimina la cellulite?

La lipoaspirazione non è una terapia per la cellulite ma per l’adiposità localizzata.
La cellulite è una malattia cronica che porta a una degenerazione del tessuto connettivo. Questa patologia viene correttamente chiamata “pannicolopatia edematofibrosclerotica” e spesso coesiste con l’adiposità localizzata.

A cura del Dott. Masino Scutari chirurgia plastica ricostruttiva PADOVA www.chirurgoesteticoonline.com


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