Conosciamo meglio l’osteopatiaIl termine osteopatia nasce dall’unione di “osteon” e “pathos” due parole greche che significano rispettivamente osso e sofferenza.
Fu introdotto in campo osteopatico per definire quelle disfunzioni organiche, funzionali o strutturali che coinvolgono l’apparato muscolo – scheletrico sotto forma di tensione miofasciale e che causano alterati allineamenti posturali.

L’osteopatia è una disciplina che fa parte delle medicine e pratiche non convenzionali e da anni aspetta un riconoscimento ufficiale in campo nazionale. Esistono una decina di disegni/proposte di legge presentate dai vari partiti. La maggior parte dei paesi europei si avvale, in centri specializzati, di osteopati professionisti.

Dove nasce l’osteopatia?
L’osteopatia nasce negli Stati Uniti attorno al 1875 grazie agli studi ed alla genialità del medico Andrew Taylor Still. Nel 1982 il dott. Still fonda la prima scuola di osteopatia a Kirksville (Missouri). Nel 1917 un allievo di Still, John Martin Littlejohn, fondò la prima scuola in Gran Bretagna. Oggi esistono scuole di osteopatia in tutto il mondo.

Chi è l’osteopata?
L’osteopata è un laureato o diplomato in scuole private, che, dopo una formazione di 6 anni, dopo esame unico nazionale e dopo la discussione di fronte a Commissione esterna di una tesi specifica in osteopatia, diventa libero professionista in campo osteopatico. Alle decine di scuole sparse su tutto il territorio nazionale possono accedere esclusivamente laureati in medicina e chirurgia, laureati in scienze motorie e laureati in fisioterapia. Le scuole vengono costantemente monitorate e solo quelle con requisiti ottimali sono riconosciute dal Registro Osteopati Italiani (www.roi.it) unico organo nazionale a tutela della categoria.

Cosa fa l’osteopata?
L’osteopata rispettando criteri anatomo – fisiologici ben precisi, utilizzando come unico strumento di lavoro le sue mani, sfruttando tecniche dirette ed indirette, muscolari, fasciali, connettivali, ricordando il principio di interdipendenza tra le parti del corpo unamo, normalizza articolazioni, muscoli, distretti viscerali, suture craniche e restituisce al corpo mobilità, confort, equilibrio.(l’osteopata non esegue diagnosi o prognosi mediche, non emette certificati medici e non interviene nelle urgenze mediche di pronto soccorso)

I principi fondamentali dell’osteopatia
1° La struttura e la funzione sono interdipendenti: ciò significa che la forma di una determinata struttura corporea influenza ed è influenzata dalla funzionalità di quel distretto anatomico o dagli organi in esso contenuti.
2° Il corpo è un’unità funzionale: vale a dire che il sintomo doloroso non è altro che l’effetto di qualcosa che “non funziona”, per questo motivo bisogna ricercarne la causa, e (molte volte) può essere anche lontana dal punto di manifestazione.
3° L’integrità del meccanismo articolare con la libertà di ogni segmento corporeo sono necessari per il buon funzionamento del sistema nervoso autonomo che regola la vasomotricità.
4° Il corpo ha la capacità di “autoguarirsi”: l’osteopata dà solo le giuste “informazioni” sul soggetto che sta trattando, poi è lo stesso corpo che trova la capacità di “autoguarirsi”
5° La regola dell’arteria è suprema: per una buona salute è necessaria una buona circolazione e una buona innervazione, non ci devono essere interferenze anatomo – articolari che pregiudicano il normale flusso di sangue, linfa, informazioni nuero – ormonali.

Noi siamo magnificamente ben fatti e la natura ci ha provvisti di tutto. Abbiamo il nostro sistema di difesa contro i microbi: ne respiriamo milioni ogni giorno, senza ammalarci! Siamo capaci di autoregolare le nostre funzioni; se ci feriamo, ecco che si mette in moto un processo di riparazione tissulare (autoguarigione), ecc. È necessario, per questo, che le nostre cellule ricevano tutto ciò di cui hanno bisogno per funzionare e rigenerarsi e che possano liberarsi di tutti i loro scarti. In una parola: bisogna che il sangue, la linfa e tutti gli altri liquidi dell’organismo, che trasportano sostanze nutritive e scarti, circolino liberamente.

Benefici apportati dal trattamento osteopatico
L’osteopatia, che come abbiamo detto ha lo scopo di riequilibrare il soggetto nella sua interezza e non nel sintomo, ha un campo di applicazione vastissimo. Oggi è utilizzata soprattutto per alleviare i dolori della colonna vertebrale, alle articolazioni periferiche in generale, ma si rivela efficace anche nella maggior parte di cefalee, disturbi digestivi, circolatori, muscolari laddove non ci siano gravi patologie infettive o tumorali che minino l’integrità vitale del soggetto.
Un esempio:
Per una lombalgia, non è sufficiente calmare il dolore e l’infiammazione, è necessario, anche e soprattutto, restaurare una migliore meccanica vertebrale, affinché le crisi non si scatenino più su dei semplici, piccoli “movimenti sbagliati”. Una buona meccanica vertebrale deve permettere un utilizzo normale della colonna vertebrale, senza che si sia obbligati a fare sempre attenzione a tutti i gesti.
L’osteopata cercherà il “punto debole”, riadatterà la struttura per permettere all’organismo di mobilitarsi contro “l’aggressore esterno” e di ritrovare lo stato di salute e l’armonia. A questo scopo, procede con manipolazioni che sono sempre dolci, non traumatiche e non dolorose.

Quali sono le indicazioni dell’Osteopatia?
La medicina allopatica ci ha abituati ad una nomenclatura del tipo: gastrite, sciatica, lombalgia, ecc. L’approccio della diagnosi osteopatica è molto differente da quello della medicina classica, e per questo motivo è molto difficile definire, con i termini abituali, quali siano le indicazioni dell’osteopatia, poiché l’osteopatia non si sforza di curare una malattia ma di ripristinare lo scheletro al meglio delle sue possibilità, di migliorare la circolazione sanguigna, affinché il corpo ritrovi, in sé e attraverso se stesso, lo stato di salute qualunque sia la malattia da cui è affetto.

Indicazioni meccaniche
L’aspetto meccanico dell’osteopatia è il più conosciuto e rappresenta la grande maggioranza delle consultazioni osteopatiche. Poiché riassesta le ossa, i muscoli ed i legamenti, è ovviamente indicatissima nel trattamento delle patologie meccaniche:

  • Colonna vertebrale: dolori e disfunzioni, con o senza irradiazioni, tipo: sciatiche, cruralgie, lombalgie, lombo-sciatalgie, nevralgie intercostali, dorsalgie, cervicalgie, nevralgie cervico-brachiali, torcicollo, ecc.
  • Arti: dolori e disfunzioni di tutte le articolazioni, come distorsioni, tendiniti, blocchi, “reumatismi” ecc.
  • Cranio: dolori e disfunzioni come: mal di testa, emicranie, certe affezioni di carattere ortodontico e della mascella, nevralgie facciali, alcuni problemi degli occhi, sinusiti, le affezioni craniche dei bambini piccoli legate al parto, ecc.
  • Visceri: come tutti gli organi del nostro corpo, si muovono e dunque possono “bloccarsi”. I loro movimenti dipendono da loro stessi e dalle strutture muscolari e membranose adiacenti. È stato dimostrato che un rene percorre circa 600 metri al giorno nella sua cavità! Se ne percorre solo 300 funzionerà meno bene e ci saranno maggiori possibilità che si ammali.
  • Quando una lampadina elettrica non si accende, il problema può trovarsi nell’interruttore (la colonna vertebrale) oppure nella lampadina stessa (i visceri), così, problemi quali coliche epatiche, cattiva funzionalità della colecisti, gastrite, colite, diarrea, stipsi, cistite, certe forme di sterilità così come i problemi legati al ciclo mestruale possono trovare rimedio nell’osteopatia.

    Indicazioni generali
    Abbiamo visto che per essere in buona salute è necessaria l’integrità del nostro sistema di regolazione neurologico, del nostro sistema ormonale, circolatorio e della nostra “struttura”. Le indicazioni generali saranno, dunque, i disturbi funzionali, cioè tutto ciò che funziona male.
    Lo scopo è quello di favorire le reazioni normali dell’organismo, favorire cioè le nostre possibilità di autoguarigione, di autoriparazione. La natura è nello stesso tempo il medico ed il farmacista di se stessa. Fino a quando è possibile ripristinare lo stato di salute, le patologie di qualunque tipo esse siano, sono di competenza dell’osteopatia.
    Il limite dell’osteopatia si ha quando la malattia ha raggiunto uno stadio tale per cui provoca gravi lesioni anatomiche. In questo caso si è arrivati ad un punto di “non ritorno” ed il trattamento osteopatico risulta inefficace.

    a cura di Lorenzo Nuzzo
    Osteopata – Fisioterapista


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