infertilitàuomoMentre nelle donne il papilloma virus può provocare il tumore al collo dell’utero, nell’uomo può essere causa di infertilità; qualora infatti riesca ad annidarsi nel nucleo degli spermatozoi, ne può rallentare notevolmente la motilità.

Il virus dell’HPV è presente negli spermatozoi degli uomini infertili, e può rivelarsi una delle cause dell’infertilità stessa.

La scoperta è dei ricercatori del Centro di Crioconservazione dei Gameti dell’Azienda ospedaliera – Università di Padova, diretti dal professor Carlo Foresta.

L’HPV dunque come fattore causale dell’infertilità maschile e dell’insuccesso della fecondazione assistita.

Il Papilloma virus altera infatti le caratteristiche degli spermatozoi e risulta pericoloso per l’innesto degli spermatozoi all’interno dell’ovocita.

Le patologie maschili associate all’infezione da Papilloma virus documentate sono:
- condilomi e verruche,
- tumori del pene, dell’ano e dell’orofaringe.

Ora grazie allo studio padovano è nota anche la correlazione tra Hpv e infertilità maschile.

La ricerca dell’equipe del prof. Foresta ha evidenziato infatti come, nei 50 soggetti infertili analizzati, nel 25% dei casi è stato riscontrata la presenza del papilloma virus, localizzato direttamente negli spermatozoi e nel loro Dna.

Questo risultato è importante perché se venisse confermata nuovamente una simile scoperta, la ricerca dell’HPV nel liquido seminale in soggetti infertili dovrebbe diventare un’indagine di routine.

Negli uomini, a differenza che per le donne, non si dispone di un test preciso per valutare la presenza dell’HPV né esiste un trattamento o una cura per eliminare il virus se non la vaccinazione.

L’80% degli uomini sessualmente attivi contrae l’infezione da HPV durante la propria vita, solitamente dopo i primi rapporti sessuali.

Entro i 18 anni, già il 50-60% degli uomini sessualmente attivi contrae questa infezione che, nella maggioranza dei casi, non dà sintomi e può risolversi spontaneamente.

Durante un rapporto sessuale in cui uno dei partner è infetto, il contatto fisico a livello genitale-genitale, manuale-genitale o orale-genitale, determina la trasmissione del virus.

L’utilizzo del preservativo, pertanto, riduce di molto la possibilità di trasmissione, ma non l’annulla.

E’ prevista la vaccinazione contro Hpv per le giovani donne, prima dell’attività sessuale, ma è fondamentale che ci si ponga anche il quesito se non sia giusto considerare anche il giovane maschio per la vaccinazione profilattica.

Ciò assume un’importanza ancora maggiore dal momento che l’infezione da HPV nell’uomo è frequentemente asintomatica e l’uomo diventa un inconsapevole agente patogeno.

Dei vaccini oggi disponibili sul mercato ce n’è uno, il Gardasil che è indicato nei bambini e negli adolescenti, sia femmine che maschi, di età compresa tra 9 e 15 anni, e sono in corso studi per valutare l’efficacia dello stesso vaccino nella prevenzione dei condilomi genitali e del cancro anale anche negli uomini tra 16 e 26 anni.

Il vaccino è consigliato ai soggetti che non hanno ancora contratto l’infezione e, quindi, giovani che non hanno ancora avuto esperienze sessuali, per questo l’età è quella adolescenziale dei 12 anni.

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