influenzaE’ in arrivo il primo picco dell’influenza A (virus H1n1) e, con la riapertura delle scuole, i rischi per i nostri bambini aumentano.

Come proteggerli? Quali le precauzioni?

Innanzitutto è bene precisare che si tratta di un virus da non guardare in modo diverso rispetto alla tradizionale influenza invernale anzi, nel caso della influenza A le complicanze sono inferiori: se non intervengono problemi, si guarisce in 4 o 5 giorni, ci si cura stando a riposo e prendendo farmaci antipiretici da banco.

Premesso che una eventuale chiusura delle scuole costituisce pura follia, anche perché ciò provocherebbe problemi familiari di altro tipo, le contromisure che tutte le famiglie possono adottare per limitare i rischi di contagio, sono le seguenti:

– far lavare le mani ai bambini, bene e di frequente, con sapone e acqua tiepida prima dei pasti, al ritorno da scuola, dopo il parco o la palestra
- proteggere i piccoli dagli sbalzi di temperatura ed evitare di portarli in luoghi troppo affollati.

Va sottolineato che far scorta di antivirali non serve a nulla, anche perché assumerne in via preventiva potrebbe addirittura causare una resistenza del virus h1n1. I medicinali da usare contro l’influenza A sono due: Tamiflu e Relenza da acquistare solo con la prescrizione del medico. Pertanto il medico dovrà prescrivere gli antivirali solamente se ai classici sintomi (febbre alta e malessere generale) si associano tosse e dolore ai bronchi, perché sono le complicazioni respiratorie quelle da temere. Tutt’al più, possono usare, preventivamente, questi farmaci i familiari di un bambino che si è ammalato.

Veniamo al discorso vaccinazione.

Quest’autunno affronteremo due epidemie. E ci saranno due campagne di vaccinazione: a metà ottobre la prima, contro la normale influenza invernale, che protegge da tre ceppi di virus; l’altra per proteggersi dall’influenza di tipo A. Questo secondo vaccino sarà disponibile, nelle Asl, in due scaglioni.

Ad ottobre potranno sottoporsi alla vaccinazione solo i medici, gli infermieri e i soggetti a rischio, come i malati cronici o gli asmatici, inclusi i minori. Poi, verso gennaio, saranno vaccinati i bambini e i ragazzi dai 2 ai 27 anni.

La domanda frequente dei genitori è se ci sono controindicazioni in questo vaccino.

Le controindicazioni sono le stesse di tutti i vaccini antinfluenzali, ossia qualche caso di febbre e pochissimi casi in cui si riscontra un malessere generale, niente di preoccupante insomma.

La vaccinazione contro la normale influenza adesso e la vaccinazione contro l’influenza A a gennaio: tutto questo per i bambini più grandicelli. Ma i bimbi che nasceranno durante l’epidemia, come vanno protetti?

Il vaccino antinfluenzale comune e quello contro l’influenza A sono consigliati a partire dai 6 mesi, perché sui bambini troppo piccoli, non hanno effetto.
Dunque per proteggere i neonati sotto i sei mesi, è consigliato alle donne che partoriranno nel periodo epidemico di vaccinarsi in modo da trasmettere gli anticorpi al feto.
Pertanto se in famiglia vi sono sia un neonato di pochi mesi e un bambino più grandicello che frequenta asilo o scuola, è consigliato vaccinare il fratellino “grande” ed i genitori.

Un’ultima annotazione: possono vaccinarsi anche le mamme che allattano, senza rischi per il bambino che assume latte materno.

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