crisidonneSi fa un gran parlare di donne in crisi e ho pensato di raccontare la mia esperienza. Come Mental Coach ho lavorato con moltissime donne. Se non fosse stato per qualche raro maschietto, oserei affermare di aver fatto coaching esclusivamente con il gentil sesso.

Non mi è molto chiaro il motivo; forse perché l’uomo è di natura restio a chiedere aiuto, o forse, perché ho un feeling maggiore con le donne. Come mi hanno spesso detto le mie stesse clienti: ho una particolare capacità di saperle ascoltare. E siccome per natura, l’uomo ascolta pochissimo la donna, forse il motivo è proprio questo.

Non che la cosa mi dispiaccia, anzi, è solo che mi ha incuriosito e mi sono messo a fare una breve ricerca ed ho scoperto moltissime cose interessanti sul conto delle donne.

Una delle prime cose che ho notato è che la maggior parte di loro apparteneva ad una fascia di età ben precisa, tra i trenta e i cinquant’anni. Di rado mi capitava di lavorare con ragazze molto giovani, mentre la massima concentrazione di donne in crisi che si rivolgeva a me, apparteneva proprio a quella fascia.

Anche le problematiche erano spesso comuni: quasi tutte erano in crisi d’autostima, oppure problemi coniugali ed ancora, con forti problemi d’identità. Mentre ho notato che – in base alle mie specifiche esperienze – il problema economico, di lavoro o la delusione legata alla carriera era molto più rara, quasi non rientrava nell’universo femminile. Problematica che, invece, ancora oggi tocca molto più da vicino noi maschietti.

Ma perché proprio la fascia di età tra i 30/50 anni?
Personalmente mi sono dato questa risposta. Prima dei trent’anni, le donne sono vitali, piene di energia e sono ancora nel pieno della ricerca della “felicità”. Inseguono i loro sogni e si battono con tutte le loro forze per realizzarli.Sono ancora romantiche, sognatrici, forse troppo ingenue. Credono ancora nell’amore con la A maiuscola, e molte di loro, addirittura nel principe azzurro che verrà a prenderle sul cavallo bianco. Insomma, difficilmente prima dei trent’anni hanno vissuto molte delusioni. O comunque, le stesse non sono state ancora capaci di scalfire la loro Autostima.

Passati i cinquant’anni, invece, hanno già superato molti dei problemi della loro vita e sono nel pieno della loro consapevolezza. Sono diventate più mature, e non soltanto di età anagrafica. Si sono accettate per quello che sono, per quello che la vita può offrire loro.

Hanno già formato gli anticorpi di quelle che io considero le due delusioni forti femminili: l’amore e la famiglia.

Paradossalmente, è come se fossero pronte per ricominciare una nuova vita e, infatti, non di rado la donna riscopre il piacere di amare in età non più giovanissima e spesso, l’amore che trovano è quello “vero”, quello in grado di “accendere” nuovamente i loro sensi, di regalare loro tutta una serie di emozioni. Quelle stesse emozioni che negli anni precedenti erano state avare.

Meno raramente di quanto si possa pensare, dopo i cinquant’anni, con l’avanzare dell’età e della consapevolezza di “se stesse”, le donne ritrovano anche la serenità e la capacità di apprezzare la vita, anche se questa è ben lontana dal prototipo che avevano costruito quando erano giovani. Anzi, spesso è completamente diversa.

Insomma, quello che io chiamo il “tunnel nero femminile” si forma solitamente tra i trenta e i cinquant’anni. In questa fascia di età, le donne sono stranamente più deboli e indifese.

Fortunatamente, non tutte le donne però lo debbono percorrere o ne sono vittime. Magari è una questione di carattere, di stimoli o semplicemente di fortuna.

a cura di Giancarlo Fornei
Formatore motivazionale e Mental coach


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