couperoseIl termine couperose è di origine francese e viene utilizzato per indicare un inestetismo localizzato alla cute del viso, collo e decolleté, caratterizzato dalla anomala dilatazione dei piccoli vasi capillari.

Tuttavia la couperose non è solo un disturbo estetico cutaneo, ma è considerata la fase iniziale di una patologia abbastanza frequente, chiamata rosacea.

I primi segni della rosacea sono spesso poco evidenti e si manifestano solamente con fugaci arrossamenti del viso (in particolare della regione zigomatica). Questi arrossamenti possono essere dovuti a fattori scatenanti sia esterni, come l’esposizione della pelle a repentini sbalzi di temperatura (come accade d’inverno), al caldo eccessivo (sia in estate, che in inverno, ad esempio davanti al camino), a lampade abbronzanti o a fattori esterni irritativi, come il vento o l’uso di cosmetici non adatti, oppure possono esser dovuti a fattori scatenanti interni, come lo stress in generale, i disturbi digestivi, l’abitudine ad assumere  cibi particolarmente caldi (ad esempio thè o minestre) o piccanti.

Col tempo gli arrossamenti diventano sempre più frequenti fino a diventare permanenti e anche il make-up più accurato non riesce a nasconderli.

La fasi successive del peggioramento di questo inestetismo sono caratterizzate dalla comparsa di piccole papule rossastre sul naso e sul viso, fino alla comparsa di lesioni che assomigliano all’acne.

Il dermatologo può intervenire già dalle prime fasi del disturbo, quando si vedono sulla pelle del viso solamente gli antiestetici capillari che anche il fondotinta non riesce a nascondere: in primo luogo è importante capire quali siano stati i fattori scatenanti, in seguito si danno opportuni consigli riguardo allo stile di vita e alle precauzioni, come l’utilizzo di creme ad elevato fattore di protezione, l’evitare le lampade abbronzanti o l’uso di cosmetici delicati che non irritino la pelle.

Per migliorare i capillari presenti una volta veniva usata la diatermocoagulazione, che pur essendo efficace lasciava talvolta piccole cicatrici sulla parte trattata, ora si utilizza invece la laserterapia.

Il laser ha il vantaggio di colpire il capillare senza danneggiare le parti di pelle circostante (fototermolisi selettiva) e attraverso l’effetto termico provoca la chiusura del vaso. Il trattamento è seguito dall’applicazione di creme antibiotiche e antinfiammatorie. Il paziente può riprendere le proprie normali attività, avendo la precauzione di proteggersi dal sole.

Particolari accorgimenti vanno adottati nei soggetti di pelle scura o abbronzata, onde evitare iperpigmentazioni  o ipopigmentazioni delle aree trattate. Per questo motivo si consiglia di sottoporsi al trattamento laser solo da specialisti esperti.

a cura del Dott. Massimo Ghislanzoni
Specialista in Dermatologia


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