vaccinoLa programmazione della somministrazione del vaccino contro l’influenza A, virus H1N1, sarà realizzata seguendo quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il Ministero del Welfare ha così stabilito le tappe della vaccinazione.
A partire dal 15 novembre prossimo, saranno immessi in circolazioni 8 milioni di dosi, altri 16 milioni saranno disponibili dal 31 gennaio 2010.

La prima fase di somministrazione del vaccino interesserà gli operatori sanitari e le categorie a rischio:
- il personale sanitario e di assistenza dei servizi sanitari accreditati e delle strutture socio-sanitarie
- il personale dei Distretti Sanitari
- almeno il 90% dei medici di famiglia e dei pediatri, i medici competenti
- gli addetti ai servizi amministrativi di supporto
- il personale delle Poste Italiane, della Telecom e delle Forze Armate.

Entro fine anno saranno vaccinati anche i soggetti a rischio dai 2 ai 65 anni.
Dal 31 gennaio del 2010 la vaccinazione interesserà anche la popolazione sana compresa fra i 2 e i 27 anni.

Si pensa inoltre anche di aumentare del 20% la consueta vaccinazione antinfluenzale stagionale e quindi destinarla a una popolazione più ampia rispetto alle categorie a cui era raccomandata negli anni precedenti e cioè a quella fascia d’età che, dai dati sull’andamento mondiale della malattia risulta essere la più colpita dall’infezione che, in tali soggetti, si trasmette più facilmente.

A gestire la vaccinazione i Dipartimenti di Prevenzione-Centri Vaccinali e le strutture territoriali.

Il vaccino sarà somministrato in 2 dosi che andranno somministrate a distanza di un mese l’una dall’altra.

Da più parti si sentono voci contrastanti circa l’efficacia e sicurezza del vaccino.
E l’indecisione, se vaccinarsi o meno, cresce tra la popolazione, specie per quanto riguarda la decisione di vaccinare o meno i bambini.

Per i bimbi si pone l’amletico dubbio se esporli al pericolo del contagio da influenza A o correre il rischio di una vaccinazione, a detta di taluni, poco sicura e sponsorizzata dalle case farmaceutiche.

Al momento gli addetti ai lavori sostengono a spada tratta l’assoluta sicurezza del vaccino.

A chi dobbiamo credere?

Da mamma ( per me non mi preoccupo, o almeno non ho il tempo di farlo ) posso solo raccontare come sto vivendo questa situazione di allarmismo generale.

Innanzitutto c’è poca collaborazione da parte dei pediatri. Non rispondono al telefono, si negano per una visita a domicilio e le spiegazioni sono sempre molto striminzite.

Ho due bambini, un maschietto di 3 anni e una bimba di 9 mesi.
Il bimbo va a scuola e, come si sa, si ammala, anche se raramente.
Per tale motivo ho pensato, dopo la consultazione di 3 pediatri diversi (dico 3 per i motivi elencati sopra), di vaccinarlo contro l’influenza stagionale, anche per proteggere la sorellina minore, per la quale, invece, me lo hanno sconsigliato.

Vaccino influenza A. I miei bimbi non sono soggetti a rischio, sono bambini sani e pertanto rientrerebbero nella terza ondata di vaccinazioni, ossia quella di fine gennaio. Mancano tre mesi alla disponibilità del vaccino, in questi mesi può succedere di tutto, sia che si ammalino ma anche che la pandemia non li colpisca per nulla. Aspetterò l’evolversi della situazione, può darsi che l’allarme diminuisca, che le vittime si riducano, che il tutto si riveli una enorme bolla di sapone. E quindi potrei evitare di vaccinarli. In caso contrario, qualora la situazione peggiori, opterò per la vaccinazione.

Attendiamo. Senza allarmismi. Io ho le sensazione che tutto passerà come un banale raffreddore.

a cura di Imma Manna

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