citoIl Citomegalovirus appartiene alla famiglia degli herpes, la stessa di cui fa parte anche il virus che provoca la frequente e nota “febbre delle labbra”.

L’infezione a cui dà luogo è la mononucleosi (che non va confusa con quella da Epstein-Barr) che, se contratta in gravidanza, può essere molto rischiosa per il bambino.

Attraverso il sangue infetto della mamma, il virus può causare al feto notevoli problemi, tra cui:
- Comparsa di ittero
- Ingrossamento del fegato e della milza
- Sordità
- Ritardo, variabile nell’entità, nell’apprendimento
- Basso peso alla nascita

Il contagio da citomegalovirus avviene attraverso il contatto con saliva, urina, sangue, liquido seminale, secrezioni vaginali, feci di una persona infetta.

E’ raro il contagio in seguito a contatto accidentale.

I sintomi sono soliti comparire tra i 20 e i 60 giorni dal contagio.

La diagnosi viene effettuata attraverso l’osservazione dei sintomi, facilmente riconoscibili dal ginecologo, e uno specifico esame del sangue, ossia il test degli anticorpi sierici anti citomegalovirus), che il medico prescrive per una conferma della propria diagnosi.

a cura di Imma Manna


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