raffreddorebimboNegli ambienti chiusi, troppo caldi e secchi, le mucose nasali s’induriscono, perdendo quella naturale vischiosità, utile a frenare le aggressioni dei batteri.

Ecco tutti gli accorgimenti per rendere l’aria salubre, anche grazie all’umidificatore.

Quando in casa ci sono dei bambini, specie se neonati, si tende ad alzare di qualche grado il termostato della caldaia, ma è un errore: “oltre i 21° l’ambiente diventa troppo secco, le mucose
nasali
s’induriscono, la gola s’inaridisce e al risveglio, si avverte una spiacevole sensazione di malessere.
Alterare il grado d’umidità dei tessuti interni, non comporta solo un cattivo riposo, ma significa anche creare terreno facile per i batteri.

Ma vediamo cosa fare, per evitare simili situazioni.

La soluzione, almeno in questo caso, è semplice e alla portata di tutti: la prima indicazione consiste nel mantenere la temperatura tra i 18° e i 20° gradi, in seconda battuta, considerando che il riscaldamento riduce l’umidità, è necessario umidificare l’ambiente, almeno per qualche ora al giorno.

Oltre agli appositi contenitori d’acqua, da appendere ai termosifoni, nelle camere da letto è utile anche accendere l’umidificatore.
Ne esistono di due tipi: a caldo e a freddo. Gli umidificatori a caldo nebulizzano vapore caldo, sono abbastanza difficili da reperire, poco indicati in caso di disturbi asmatici e risultano scarsamente efficaci se s’intende umidificare, abbassando anche la temperatura dell’ambiente.
Mentre le perplessità riguardo il rischio di scottature, si riferiscono ad un problema ormai superato: il sistema d’isolamento del serbatoio e il metodo di ventilazione che raffredda i vapori in uscita,
rappresentano due strategie vincenti contro il pericolo di ustioni.
Gli umidificatori a freddo, invece, emettono nebbioline fresche prodotte da un meccanismo ad ultrasuoni, si tratta di vibrazioni ad alta frequenza silenziose ed innocue, tanto da consentire l’uso dell’apparecchio anche per tutta la notte, senza disturbare. L’umidificatore a freddo non è controindicato in caso d’asma e si può scegliere tra una vasta gamma di modelli.
Prima dell’acquisto valutare la facilità d’uso, la praticità nel ricaricare il serbatoio e nel pulire l’apparecchio. Da non sottovalutare il consumo energetico, considerato che si tratta di elettrodomestici accesi per parecchie ore al giorno. A parità di caratteristiche, quelli a basso consumo energetico possono costare di più, ma il risparmio si vede poi sulla bolletta.
Gli apparecchi più semplici, umidificano l’ambiente per 8/12 ore non stop, ma attenzione a non lasciare il serbatoio a secco, si rischia di bruciare tutto il meccanismo.
Mentre i modelli più sofisticati hanno un sistema di spegnimento automatico, che si aziona quando l’acqua nel contenitore è esaurita.

In ogni caso si tratta di apparecchi ad acqua e per garantirne la massima igiene e una lunga durata, è importante pulire ogni componente da calcare, o impurità.
Se l’operazione viene eseguita con frequenza settimanale, non è necessario l’impiego di disincrostanti, dall’effetto corrosivo sulle parti più delicate. E’ sufficiente passare con energia un panno morbido inumidito, soprattutto nei punti più difficili per evitare che si formino grumi di calcare, o addensamenti di microrganismi, che rischierebbero, tra l’altro, di rendere impure le emissioni.
Problema, che per anni, è stato un limite reale del sistema a freddo, rispetto all’azione battericida, garantita dalle alte temperature degli umidificatori a caldo.
Proprio per aggirare questa défaillance, sono stati studiati modelli a freddo, provvisti di filtro antibatterico, capace di purificare la nebbiolina in uscita. Mentre alcuni umidificatori/ionizzatori vantano addirittura un sistema purificante a ioni negativi, che oltre a riportare l’ambiente al giusto grado di umidità, purificano l’aria da pollini, fumo e polveri sottili: l’azione degli ioni negativi fa precipitare a terra le particelle inquinanti, rendendole inoffensive.

Tra gli strumenti più utili per tenere sotto controllo la temperatura e l’umidità nell’ambiente, c’è il termoigrometro, alcuni modelli digitali sono dotati anche di lampeggiante, che si accende se le condizioni dell’ambiente non sono ideali.

In mancanza dell’umidificatore si può ricorrere ad una pentola d’acqua calda, da sistemare lontana dalla portata dei bambini.
Se il piccolo è raffreddato, si può ammorbidire il catarro, mettendo nell’acqua calda due cucchiaini di bicarbonato e della camomilla.
In ogni caso, è meglio non utilizzare essenze, potrebbero causare crisi asmatiche, consentite invece, 1o 2 gocce di Tea Tree Oil, da diluire in una pentola d’acqua calda, o da inserire nel vano porta essenze dell’umidificatore.

a cura della Dott.ssa Lucia Romeo


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