eiaculazioneprecoceleiL’eiaculazione precoce causa problemi sessuali anche a lei.

Ciò accade soprattutto in coppie stabili, dove il problema “di velocità” dell’uomo porta alla lunga a somatizzare il disturbo nella donna con conseguente manifestazione di ulteriori problemi femminili.

Pare che il 56% delle donne che ha un partner con disfunzioni sessuali presenti anch’essa problematiche intime.
Tutto ciò suggerisce la necessità della risoluzione dei problemi maschili, soprattutto dal punto di vista psicologico, coinvolgendo anche la partner.

Un problema non da poco se si considera che ben 4 milioni di uomini tra i 20 e i 50 soffrono di Ep.

Il partner di una persona che sviluppa un sintomo sessuale si sente spesso molto mortificato.
Soprattutto la donna che reagisce emotivamente, cominciando a credere di essere poco attraente.

Poi pensa che lui abbia un’amante.

Sono situazioni dolorose, che innescano una dinamica del rapporto angosciante con risentimenti forti.
Il tempo in questo caso non è galantuomo e molte coppie si allontanano sempre di più perché entrambi i partner non si sentono capiti: alla fine l’amore finisce.

L’eiaculazione precoce rappresenta verosimilmente il problema sessuale più frequente che affligge l’uomo, interessando circa il 20% della popolazione maschile adulta.

Se è vero che, nell’esperienza clinica quotidiana, le richieste di consulto andrologico per disfunzione erettile o per problemi di fertilità sono predominanti, un’accurata indagine anamnestica da parte dell’andrologo medico sull’aspetto eiaculatorio porta all’emergenza di problematiche di cui il paziente spesso non esplicita, sia per fattori culturali, sia per vergogna o altro.

La definizione di eiaculazione precoce non è semplice e univoca, nel senso che si può utilizzare un criterio temporale (es. subito prima – la cosiddetta eiaculazione ante portas – o subito dopo l’introduzione del pene in vagina o dopo 30-60 secondi dalla penetrazione), oppure un criterio basato sul numero di spinte pelviche coitali (es. eiaculazione entro le prime 10-15 spinte).

In alternativa, si può considerare l’eiaculazione come precoce se avviene prima che il maschio lo desideri (indipendentemente dal tempo o dal numero di spinte pelviche coitali) o se avviene prima che la partner sia soddisfatta.

Il problema è quindi molto complesso e non può prescindere dall’interazione di coppia, almeno per quanto riguarda la decisione di intraprendere un iter diagnostico terapeutico.
A parte le situazioni palesemente disturbanti (eiaculazione ante portas o immediatamente seguenti la penetrazione vaginale), è importante valutare se e quanto la situazione eiaculatoria rappresenta un problema nella sessualità della coppia.

Non si deve dimenticare infine che il riflesso eiaculatorio tende ad essere naturalmente rapido; basti pensare a come è organizzato negli animali, dove l’attività copulatoria è essenzialmente finalizzata ai fini procreativi; è una prerogativa pressoché esclusiva della specie umana il piacere sessuale ed il coinvolgimento della partner.

Come per le altre patologie della sessualità, l’eiaculazione precoce può riconoscere cause organiche e non organiche. Pur essendo queste ultime generalmente più frequenti, ogni potenziale causa organica deve essere esclusa.

Il “Sexual Counselling” rappresenta comunque in ogni caso lo strumento terapeutico principale.

Una corretta, neutra informazione sessuologica è sempre di grande aiuto, sia perché fornisce al paziente informazioni chiare, scientificamente provate informazioni su come funziona il sistema eiaculatorio, sia perché ridefinisce il vissuto del problema (quasi sempre in termini meno drammatici di come il paziente stesso è abituato a considerarli).

La cosiddetta “Terapia Sessuale” si basa su una serie di esercizi pratici derivati da tecniche cognitivo-comportamentali, quali gli esercizi di Kegel (riconoscimento-addestramento della muscolatura pubo-coccigea, una sorta di ginnastica pelvica) o la tecnica dello “squeeze” o dello “stop and start”, in particolare quest’ultima mirante alla focalizzazione sensoriale percettiva del riflesso eiaculatorio e, di conseguenza, all’addestramento per il suo controllo.

Dott.ssa Elena Isola
Psicoterapeuta
Sessuologa Clinica

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