tradimentoL’infedeltà sembra in grande aumento, in particolare fra gli uomini più anziani e nelle giovani coppie, dove le donne tradiscono esattamente quanto gli uomini.

David Atkins, ricercatore presso l’Università di Washington, Center for the Study of Health and Risk Behaviors, sostiene che i dati sul tradimento devono essere analizzati nei dettagli, per poter individuare i cambiamenti degli ultimi anni, soprattutto riguardo alle variabili età e genere sessuale.

In America i dati più sicuri sul tradimento sono quelli raccolti nel General Social Survey, una ricerca sponsorizzata dal National Science Foundation che ha sede presso la University of Chicago, che utilizza uno stesso campione di persone, di cui raccoglie e analizza i comportamenti sociali, sin dal 1972.

I dati di questo studio mostrano che ogni anno, circa il 10% delle persone sposate – il 12 per cento degli uomini ed il 7 per cento delle donne – affermano di aver avuto rapporti sessuali con persone diverse dal partner abituale. Se però andiamo a guardare dettagliatamente i dati che riguardano il periodo compreso fra il 1991 ed il 2006, scopriamo alcuni dati molto sorprendenti.

I ricercatori della Università di Washington hanno infatti scoperto che il tasso di infedeltà degli uomini sopra i 60 anni è cresciuto fino al 28% nel 2006, dal 20% che era nel 1991. Per le donne il dato è ancora più sorprendente: le donne sopra i 60 anni che hanno tradito nel 2006 sono il 15%, contro il 5% del 1991.

Tra le coppie appena formate, il 20 per cento degli uomini e il 15 per cento delle donne sotto i 35 anni dichiarano di essere stati infedeli.

Per quanto riguarda gli anziani il dato è sicuramente ricollegabile al Viagra e ad altri trattamenti per la disfunzione erettile, così come ai trattamenti di estrogeno e progesterone per le donne, che hanno ringiovanito gli organi sessuali. Nelle coppie più giovani il dato sembra ricollegabile alla disponibilità di pornografia su Internet, che sembra aver influito sulle percezione generale del comportamento “normale”.

I ricercatori notano che l’infedeltà è comune a tutte le culture e che nelle società avanzate le donne tradiscono tanto quanto gli uomini. La fedeltà oggi viene infatti spiegata sostanzialmente come una scelta culturale, piuttosto che come una scelta dovuta al desiderio fisico di sperimentare rapporti con altri partners, che notoriamente in passato si riteneva più forte negli uomini che nelle donne.

Cosa è cambiato?
Un tempo le donne erano relegate a casa a guardare i bambini; oggi esse trascorrono molte ore sul luogo di lavoro, viaggiano da sole, fanno tardi. Le occasioni di tradimento si sono moltiplicate. Anche per le casalinghe la musica sembra cambiata: cellulari, e-mail, chat permettono loro di creare relazioni intime, anche senza uscire di casa.

Ma cosa vuol dire tradire?
Il significato originario della parola tradimento viene dal latino “tradere”, equivalente in italiano a “consegnare”, inteso nel significato di consegnare ai nemici. Esistono diverse forme di tradimento: ad esempio venire meno ad un impegno, deludere la fiducia, infrangere un patto. In ogni modo tradire significa infrangere le aspettative dell’altro o quelle che noi gli abbiamo alimentato.

I fattori in grado di contribuire al tradimento sono diversi e dipendono dalla storia della coppia, dalla capacità di risolvere i problemi, dalla fase della vita che si sta attraversando.

All’interno della coppia possono essere presenti problemi anche prima della crisi e il tradimento può diventare l’esito finale di un disagio presente da tempo.

Ci sono delle persone che non riescono a restare fedeli alla propria partner, o al proprio partner. Quasi come se l’infedeltà facesse parte del patrimonio genetico di certe persone.
Come mai alcune persone sono così propense al tradimento?
Cosa cercano al di fuori della coppia?
Esiste il traditore (traditrice) seriale. In questo caso, il tradimento permette a chi tradisce di verificare la propria “efficienza sessuale”, avere più partner sessuali lo rassicura sulla sua “virilità” o “femminilità”. Il più delle volte si tratta di persone insicure alla ricerca continua di rassicurazione e conferme sulle proprie capacità. Anche se può a volte subentrare un senso di noia e di stanchezza, il traditore seriale ha bisogno di rispettare questo copione.

Gli uomini, più delle donne, hanno la tendenza a trascinare relazioni parallele, la moglie e l’amante, la famiglia ufficiale e la “seconda casa” clandestina. Si sentono buoni mariti perché provvedono alla moglie e non le fanno mancare niente e non la lascerebbero: un certo senso del dovere li tiene ancorati a casa. Ci sono uomini che amano molto la compagna ma sono inconsciamente spaventati dall’intensità del legame: il tradimento garantisce loro la distanza di sicurezza da un sentimento che temono possa renderli dipendenti, succubi della donna amata.

Inoltre, può succedere di cercare fuori dalla coppia quella carica erotica che si è affievolita nel rapporto.

Tradirsi è un evento sconvolgente, minaccia la fiducia reciproca, è un venir meno del “noi”, della fusione della coppia. Chi viene tradito rimprovera all’altro di muoversi da solo, trasgredendo l’unione totale. Spesso si è portati a formare una coppia per la paura della solitudine, per un bisogno di sicurezza e non perché si è interessati veramente all’altro. L’amore è strettamente legato al desiderio di voler dare qualcosa di sé all’altro. Spesso invece, nella coppia si è portati solo a chiedere (o a pretendere) cure e attenzioni dal partner, rendendo impossibile la “crescita” di entrambi. Quanta frustrazione in questa continua richiesta d’amore! E’ questa la classica situazione di chi ama soprattutto per colmare un vuoto, legato probabilmente a qualcosa che è mancato nel periodo infantile (sicurezza, protezione, rifugio, tenerezza, comprensione).

Ma cosa accade nella mente del “traditore”?
All’inizio del tradimento c’è in chi tradisce una sorta di regressione a schemi sentimentali tipici dell’età giovanile, dove l’amore è fatto di passione e d emozioni forti. La relazione con un nuovo/a partner è desiderata in quanto non presenta i litigi, la quotidianietà, le preoccupazioni tipiche del matrimonio o comunque di una relazione che dura da diversi anni. Tuttavia col tempo, può insorgere un forte stato di ansia dovuto alla difficoltà di conciliare tempi e luoghi da dedicare a due relazioni diverse.

E come reagisce la coppia di fronte al tradimento?
Ogni coppia reagirà con le sue modalità, ma in ogni caso verrà messa a dura prova la stabilità di ogni membro: stress, aggressività, incapacità nella gestione della propria rabbia, senso di frustrazione, questi i vissuti principali dopo l’amara scoperta. In questo momento la comunicazione diventa estremamente difficile ed incomprensibile, l’altro viene percepito come un estraneo e la ferita è dovuto soprattutto alla sensazione che siano venute meno le premesse di base su cui si fonda una relazione.
Il tradimento ha minacciato la stabilità, la sicurezza, la fiducia costruite insieme dalla coppia.

A volte i partners si stupiscono delle loro stesse reazioni: coloro che, all’inizio della relazione di coppia, erano sicuri che, se avessero subito un tradimento, avrebbero sciolto il legame, ora invece, davanti all’accaduto, non riescono ad andarsene; coloro invece che affermavano che la loro relazione era più importante di qualsiasi scappatella, ora invece, alla scoperta del tradimento, se ne vanno di casa senza esitazione.
Molto spesso poi, se il tradimento viene perdonato, spesso si tratta di un perdono solo apparente, vale a dire si crede di aver perdonato ma invece la ferita è ancora ben viva. In molti casi si perdona soprattutto per la paura della perdita dell’altro, anche se ha tradito. Anche il perdono di un tradimento richiede una sua elaborazione, come un lutto.

a cura della Dott.ssa Elena Isola
Psicoterapeuta
Sessuologia Clinica