doloredonnaSi ha dispaurenia quando il sesso non è fonte di piacere ma di dolore.
Si tratta di un disturbo molto diffuso, ne soffre un’italiana su sette ed è causa di una vita sessuale insoddisfacente.

I fattori che la causano possono essere biologici o psicologici.

Un esame ginecologico nella maggioranza dei casi svela il problema, spesso generato dalla vestibolite vulvare nelle donne in età fertile.

Altre possibili cause sono:
- infezioni vaginali,
- endometriosi,
- iperattività del muscolo vaginale,
- stipsi cronica,
- inibizioni educative e a disturbi d’ansia,
- effettuare il rapporto in maniera errata,
- preliminari eccessivamente veloci,
- incompatibilità anatomica con il partner.

I seguenti consigli possono essere aiutare:

- indossare biancheria intima di cotone bianco,
- preferire le gonne,
- usare protezione intima in fibre naturali,
- detergenti a pH 5, non profumati.
- in caso di vulvodinia (la sensazione dolorosa cronica che interessa la regione vulvare), evitare esercizi fisici che comportino un eccessivo sfregamento e frizione, come bicicletta o cyclette.

Chi sente dolore al momento dell’atto sessuale ne sentirà sempre di più perché la parte coinvolta diventa più sensibile e l’ansia potenzia al massimo i ricettori del dolore.

Per contrastare questo meccanismo, un team di ricercatori, capeggiati dalla professoressa della Graziottin, ha pensato di bloccare con un anestetico temporaneo la “stazione di transito” del dolore, posta subito prima del midollo spinale.

Si è provato, così, a curare i fattori predisponenti (infiammazioni, stili di vita) e a rilassare il muscolo contratto, abbinando una molecola che alza la soglia del dolore ad anestetici, somministrati in loco con una iniezione tra ano e coccige.

Il trattamento è stato eseguito per la prima volta su 7 donne (età media 34 anni), che avevano provato senza successo le altre terapie. Dopo una cura di 2-4 mesi, a distanza di 6 mesi oggi tre sono ancora senza dolore, 2 hanno sperimentato un miglioramento significativo, una ha avuto risultati medi e solo una non ha risposto alla cura.

Si tratta di uno studio preliminare ma che da speranza per alleviare questo tipo di dolore nelle donne e farle tornare a una vita sessuale regolare.

a cura di Imma Manna

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