alopeciaBuone notizie per i portatori di Alopecia Androgenetica ( i calvi, ndr).

Pare che, sulla base di un serio studio del Dipartimento di Urologia della Università di Washington, pubblicato dal Cancer Epidemiology, la “pelata” sia correlata ad una significativa minore probabilità di insorgenza del cancro della prostata quantificata nel 45%.

Tanto meno rischio quanto più precoce la calvizie.

I ricercatori suggeriscono che il fenomeno sia legato ai più alti
livelli di testosterone riscontrati nei calvi il che, per la proprietà transitiva, farebbe arguire che valori elevati ma fisiologici di testosterone siano protettivi nei confronti del cancro prostatico.

Quanto affermato collima con una serie di studi che negli ultimi anni hanno sostanzialmente sdoganato l’uso delle terapie di replacement col testosterone nei soggetti che ne hanno carenza.

Un calo del testosterone plasmatico al di sotto dei range di
riferimento età-correlati, è associata a diminuzione della libido, a deficit
erettile, astenia ( fiacca inspiegabile, ndr) e, a lungo andare, osteoporosi e alterazioni del sangue.

A latere va ricordato che, in assenza di libido, anche i pasticconi blu-puffo ( il viagra) cessano di funzionare.

Nella fattispecie la catena di eventi libido – stimolo erotico – erezione che viene migliorata dai pasticconi inibitori della fosfodiesterasi ( sildenafil, vardanafil, tadalafil) funziona solo se la catena è integra per cui in assenza di un anello fondamentale, l’effetto che si ottiene è paragonabile al nulla salvo l’effetto collaterale meglio noto ovvero il danno al portafogli.

Va ricordato che il testosterone non è un integratore , che non è in libera vendita e che la prescrizione medica è essenziale poiché l’assunzione è possibile solo in assenza di controindicazioni.

Ne ricordiamo una, che non è la più grave: l’uso sconsiderato del testosterone porta ad un blocco della produzione di spermatozoi.

a cura del Dott. Giulio Biagiotti
Andrologo


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