immaginare_con_gli_occhi_della_menteAvete capacità di visualizzazione ?

Avete, cioè, la tendenza naturale a immaginare con gli occhi della mente fatti, circostanze e persone in modo abbastanza nitido?
Se avete queste capacità, bene, altrimenti si possono imparare, perché avere una buona visualizzazione, avere, cioè, quello che il dizionario riporta come “raffigurazione mentale di qualcosa che non è realmente presente” aiuta molto a superare problemi psicologici di varia natura.

Mediante l’uso appropriato della visualizzazione si può raggiungere un senso immediato di fiducia in sé stessi, sviluppare maggiore energia e vigore e utilizzare la propria mente per molti scopi produttivi.
Faccio applicare da un po’ la visualizzazione ai miei pazienti perchè superino con le immagini mentali e la fantasia paura e ansia, depressione, rabbia, senso di inferiorità e molte altre emozioni negative.
Con una buona disponibilità si possono superare cattive abitudini come il fumo e l’eccessiva alimentazione e trarre maggior piacere dal rapporto con la gente, diventare più creativi nel lavoro, ottenere buoni risultati nello sport e migliorare gli schemi generali di comunicazione.

Nel test che vi propongo alla fine dell’articolo potrete saggiare le vostre competenze a visualizzare.

In questo articolo vi dimostrerò in che modo la visualizzazione e, più in generale, la capacità di rappresentarsi la realtà con buone immagini mentali, sono in grado di trasformare la vostra mente. Riporterò per questo, alcuni importanti risultati scientifici nel campo delle scienze cognitive.

Se ci concentriamo sulle motivazioni per cui una persona fa ricorso alle esperienze di visualizzazione dobbiamo prendere in considerazione gli effetti a livello fisiologico, viscerale e umorale della esperienza di visualizzazione. In effetti se immaginiamo proprio raffigurandoci una esperienza personale ricca a livello emotivo essa ci condurrà a rivivere quel fatto nella sua essenza.
Se si tratta di un ricordo possiamo rivivere l’emozione legata a quell’evento sia esso negativo (spavento, rabbia, angoscia, imbarazzo, sconforto, ripugnanza, disgusto, ecc.) o positiva (piacere, soddisfazione, appagamento, ammirazione, estasi, ecc.).
Richiamiamo alla mente l’immagine di una persona cara e proviamo a visualizzarla nei dettagli del volto, in una espressione particolare evocata da un ricordo, oppure da una fotografia dove l’immagine è fissa. Immaginare una persona cara richiama anche i sentimenti che proviamo verso quella persona.
Quando poi dopo una prima fase di concentrazione sulla immagine fissa ci spostiamo a svolgere un compito un poco più complesso come vederla mentre abbozza un sorriso, allora possiamo notare lo spostamento della nostra attenzione sulle parti del volto che si trasformano: la bocca e gli occhi.

Ci soffermiamo ora sulle labbra che si schiudono e sulle pieghe degli occhi che si arricciano allora l’effetto è sorprendente in quanto saremo pronti a rispondere con il nostro sorriso a quel sorriso così vivido davanti ai nostri “occhi della mente”. Il volto ci appare nei suoi dettagli proprio davanti ai nostri occhi chiusi o aperti a testimoniare come sono stati efficaci quei pochi minuti per realizzare il monoideismo. Essere concentrati, cioè, su una sola idea.

I terapeuti che trattano pazienti ansiosi o fobici possono in questo modo agire sia incrementando il controllo o dominanza cioè con l’addestramento alla competenza, all’autoefficacia, all’assertività e all’autocontrollo sia possono modificare la valenza negativa evocando le emozioni disturbanti in un clima di sostegno positivo (Desensibilizzazione Sistematica e Stress Inoculation Training).

Tra gli studiosi è assodato che l’esperienza immaginativa, se fatta bene, ha la stessa valenza emotiva e cognitiva dell’esperienza reale anche per gli effetti che sia l’una che l’altra hanno nel definire lo stato di salute o di danno.
Una grande varietà di situazioni possono assumere una tonalità affettiva attraverso l’esperienza o il condizionamento.
Spesso capita che i pensieri fobici sono sorretti da immagini terrifiche che si rinforzano con il ricorso e si autoalimentano per cui divengono l’unica alternativa possibile allo stato attuale.
Col tempo danno luogo a scenari così invasivi che da soli costituiscono la malattia. In questi casi una immagine da inizio ad una sequenza che attiva uno schema prototipico di ansia fobica inarrestabile. Probabilmente le modalità evocative più ovvie comportano l’esposizione del soggetto all’effettivo oggetto o contesto di paura.
Ma questo si è reso via via più sensibile dall’uso e la persona si ritrova ad essere sempre più vulnerabile al pensiero target. In questi casi basta un semplice riferimento anche lontano per attivare lo schema di paura.
Ciò definisce anche la gravità della fobia. Il tentativo di evitare pensieri o situazioni fobiche fanno il resto. Sostengono cioè la malattia e ogni sforzo diventa esso stesso l’origine dell’impotenza.

Il prodursi di una emozione è essenzialmente il processo di elaborazione di un testo. La sua induzione non è strettamente dipendente dall’obiettività degli stimoli. Così ad esempio il modo di reagire alla descrizione di particolari eventi come se stessero realmente accadendo è differente se questi vengono descritti da un romanziere, dalle istruzioni di un terapeuta dell’immaginazione,dagli ordini di un ipnotista o da una lettera di un amico intimo. L’immagine costituirebbe una informazione che agisce escludendo il sistema cognitivo in quanto agirebbe al di fuori del sistema nervoso centrale secondo vie nervose che vanno direttamente al sistema limbico e alla risposta viscerale. Un esempio chiarirà il concetto. Pensare di cadere produce un ondeggiamento del corpo e può provocare un’ effettiva perdita dell’equilibrio.
Alcune persone non hanno capacità di elaborare secondo la modalità immaginativa , altri non riescono a elaborare se non nella forma immaginativa. La maggior parte delle persone sono in grado di utilizzare entrambe le modalità in funzione del contesto e delle istruzioni.
Vediamo come reagite davanti ad una prova per saggiare la vostra sensibilità alle capacità immaginative eseguendo questo semplice esperimento.
Mettetevi seduti e fate qualche respiro provando a rimanere concentrati per qualche secondo sulla consistenza delle vostre gambe, delle vostre spalle e delle vostre braccia. Dopo circa un minuto di immobilità fate un bel respiro e tirate su le vostre braccia e tenetele distese davanti a voi con i pugni chiusi e immaginando di tenere sospesi due secchielli di plastica uno colmo di sabbia (di colore blù) e uno vuoto (di colore rosso). Dopo qualche minuto, se tenete gli occhi chiusi e immaginate quanto più vivido possibile i due secchielli di diverso colore e di diverso peso, vi accorgerete che quello più pesante ha fatto abbassare sotto il suo peso il vostro braccio mentre l’altro è rimasto dov’era. Nella vita di tutti i giorni questi fenomeni suggestivi accadono spesso ma non ci facciamo caso. Ma è proprio questo dato che ci può venire incontro nell’applicazione della visualizzazione per cambiare il nostro atteggiamento, le modalità di pensiero e avvicinano la prospettiva di cambiamento.
Si è trovato che la risposta emozionale è più evidente in persone a cui vengono proposte scene in cui vengono descritte le reazioni somatiche e viscerali del protagonista, cioè sensazioni tattili, gustative, olfattive, uditive, visive, cinestesiche e propriocettive. Ad esempio: “senti il contatto morbido del cuscino sulla faccia, l’odore di bucato fresco, la luce intermittente di un faro in lontananza oppure i rintocchi della campana nel luogo in cui sei in vacanza, ecc.
A questo proposito in un esperimento di qualche anno fa si è visto che i soggetti che hanno una immaginazione particolarmente vivida producono risposte fisiologiche più adeguate sia con la semplice istruzione sia col training immaginativo. Sono stati anche dei training in grado di migliorare le capacità dei soggetti normali a elaborare un testo modalità immaginativa.
Si è visto in questo modo che pazienti fobici in trattamento di desensibilizzazione sistematica traevano giovamento dalla terapia nella misura in cui i resoconti soggettivi di paura durante la terapia immaginativa erano concordanti con le modificazioni fisiologiche di attivazione ansiogena.
Tra i pazienti ansiosi e fobici quelli che avevano i migliori risultati al trattamento erano quelli che più facilmente avevano un alto punteggio al questionario di abilità immaginativa.

Quanto nitide sono le vostre immagini mentali?

Questionario di abilità immaginativa

Incominciamo, quindi, a testare quanto nitidi sono le vostre immagini mentali con la scala di chiarezza delle immagini.
Facciamo una semplice prova. Vi sarà chiesto di formare certe immagini. Se la vostra immagine è “molto chiara”, classificatela con un 4; se è “moderatamente chiara” con un 3, se è “abbastanza chiara” con un 2 e se è “confusa” con un 1 e, se non riuscite a formare una immagine o se questa è “molto confusa”, classificatela con uno 0. Dopo aver letto ogni voce , chiudete gli occhi, create l’immagine più chiara possibile e quindi registrate la vostra classificazione.

Pensate a un vostro parente o amico molto intimo:

Classificazione (0,1,2,3,4)
1. vedetelo in piedi di fronte a voi …………………………………………
2. immaginatelo mentre ride………………………………………………..
3. raffiguratevi i suoi occhi…………………………………………………
4. visualizzate un cesto di frutta……………………………………………
5. immaginate di guidare in una strada arida e polverosa………………….
6. vedete voi stessi mentre tirate una palla…………………………………
7. immaginate la casa della vostra infanzia………………………………..
8. vedete una spiaggia bianca e sabbiosa…………………………………..
9. immaginate di guardare in una vetrina……………………………………
10. vedete uno schermo televisivo vuoto…………………………………….
11. immaginate l’abbaiare di un cane…………………………………………
12. immaginate il rumore di un petardo che scoppia…………………………
13. sentite il calore di una doccia calda………………………………………
14. immaginate di sentire al tatto della cartavetrata…………………………
15. raffiguratevi mentre sollevate un oggetto pesante……………………….
16. immaginate mentre salite una ripida scala……………………………….
17. immaginate il sapore del succo di limone……………………………….
18. pensate di mangiare un gelato……………………………………………
19. immaginate l’odore del cavolo mentre è in cottura………………………
20. immaginatevi mentre aspirate il profumo di una rosa……………………

Un punteggio perfetto di 80 significherebbe che ogni voce ha ricevuto un 4 e che la visione (la sensazione, l’odore, il sapore o la percezione) dell’immagine è stata molto chiara. Pochi totalizzeranno 80. Se il punteggio è 60 o più, significa che avete una buona capacità di creare immagini mentali. Se il vostro punteggio totale è inferiore a 30, dovete esercitarvi.

Il questionario è tratto da “L’occhio della mente” di A. Lazarus da me modificato.

a cura del Dott. Paolo Mancino
Psicologo

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