piedi_lettoLa prima domanda utile è cosa ci aspettiamo dalla nostra sessualità, se pensiamo di essere uguali, meno o più delle persone che ci circondano.

Se siete in coppia fate fare questa riflessione anche al/alla partner.

In genere la prima domanda che si presenta è relativa alla frequenza:
1) quale è secondo te la buona frequenza;
2) cosa influenza positivamente la possibilità di avere un rapporto sessuale.

Poi è bene domandarsi: le caratteristiche del rapporto, lo stile di vita, l’uso del tempo, la disponibilità di un tempo dedicato al rapporto e al sesso.

Una riflessione deve essere fatta per indagare le differenze di desiderio nelle storie e nelle coppie stabili.

E’ molto utile sapere quante volte vorrebbe fare il sesso la persona con cui avete un rapporto strutturato perché ci sono molti casi in cui uno dei due potrebbe rispondere tutti i giorni e l’altra persona solo due volte al mese o una volta la settimana.

In genere, diversamente da quanto comunemente si creda i rapporti stabili garantiscono una frequenza sessuale maggiore e almeno un rapporto settimanale.

Se lasciamo scorrere troppo tempo tra un rapporto e l’altro, potremmo trovarci ad un forte conflitto per la differenza di desiderio o al contrario a una indifferenza che potrebbe guidare verso un allontanamento relazionale ed emotivo.

Per gli uomini è importante capire se la mancanza di una frequenza stabile dipende dalle difficoltà nel raggiungere una erezione e in questo caso capire cosa impedisce che si determini, cosa può farla scomparire dopo che è stata raggiunta.

Un’altra domanda significativa è se sono in grado di usare altre risorse nel momento in cui si trovano a fronteggiare una situazione in cui è difficile e/o impossibile la penetrazione.
Potrebbe essere utile mantenere una stimolazione sessuale reciproca o nella difficoltà maschile di raggiungere l’erezione, anche se stimolati, potrebbe essere una buona risorsa dedicarsi con competenza alla realizzazione di altri orgasmi per la partner.

La mancanza di erezione e la mancanza di lubrificazione portano a forme diverse di preoccupazioni.
Da queste mancate reazioni corporee, che per l’altra persona rappresentano un segnale di una mancanza di desiderio che si è tradotta nell’assenza di eccitazione, possono nascere domande preoccupate, piccole e grandi angosce.

Cosa vuol dire l’assenza di queste reazioni corporee, cosa possiamo fare per risolvere questo problema?

La mancata reazione femminile di lubrificazione può determinare una penetrazione più difficile, le difficoltà erettive del maschio possono portare al divieto all’atto e in genere mettono ambedue i partner in uno stato ansiogeno.

Per avere una buona sessualità si dovrebbe sempre immaginare un incontro sessuale denso di possibilità visive, olfattive, tattili, legate allo strusciamento, al contatto corporeo, all’ascolto di parole e fantasie.

Quando arriva l’ansia, l’attenzione va spostata dal proprio pene alla partner cercando di prestare attenzioni sensoriali al suo corpo in modo da distrarsi dall’ossessività dei pensieri dettati dalla paura.

Se dovessimo usare delle domande per scoprire i punti di vista potremmo chiederci: quanto tempo dovrebbero durare i preliminari; potete considerare normale e quindi non preoccupante, che nell’incontro sessuale, erezione e lubrificazione possano subire delle variabili; quale stile di penetrazione preferite; quali sono i parametri che vi fanno pensare che un rapporto sessuale sia completamente riuscito.

Una buona risorsa per abbassare l’ansia è accettare l’idea che sia normale incontrare esperienze negative.
Avere aspettative realistiche aiuta ad avere meno frustrazioni e problemi sessuali.
Questo non deve determinare un atteggiamento passivo perché è bene ricordare che, in rapporti stabili, le difficoltà sessuali condizionano il partner.

Dopo sei mesi è bene consultare.

a cura della Dott.ssa Elena Isola
Psicoterapeuta – Sessuologia Clinica

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