donne_singleTornare single e ritrovarsi a interagire con altri e potenziali partner può essere fonte di imbarazzo, soprattutto quando si esce da una storia durata tempo.

Improvvisamente ci si sente sole, spaesate e piene di difetti.
Il fatto di non avere più un partner viene vissuto come un colpo inferto al proprio valore e all’autostima. È da qui che occorre iniziare.
Il cambiamento esterno è semplice da attuare, garantisce apprezzamenti immediati (indispensabili per chi ha bisogno di recuperare sicurezza) e ha il vantaggio di mettere in moto il cambiamento interiore.
Potrebbe essere utile prendersi cura del proprio aspetto, per esempio con un restyling del look ed un’iscrizione in palestra.

Per acquistare disinvoltura è necessario riscoprire la propria individualità (talvolta persa di vista nei rapporti di lunga durata) e fare leva su nuovi punti forti, che potranno venir fuori proprio in questo momento.
Oltre ad uscire con le amiche di sempre, è utile aprirsi a giri nuovi.
Le amiche di sempre sono più critiche verso i cambiamenti e rischiano di stroncarti.
Si ha bisogno di chi faccia risuonare altre corde del proprio carattere e susciti nuovi interessi. E poi, con chi non sa com’eri prima, si è più liberi di rinnovarsi.

La voglia di aprirsi a nuove conoscenze è forte, ma si scontra col timore di rimettersi in gioco.
Chi proviene da una storia lunga, non è più abituata a farlo.
Assecondare i propri tempi e sperimentare nei confini di ciò che ti consente di sentirsi a proprio agio: sì alle uscite con gli uomini che possono interessano, no alle “prove” per vedere se può funzionare.
E’ importante anche evitare a monte situazioni che potrebbero accrescere l’ansia.
Inutile acconsentire a una serata in discoteca, se ballare non è nelle proprie corde.

Gestire di nuovo le avances non è semplice. Sia perché l’uomo che si approccia a una single può essere più insistente, sia perché la donna che esce da una storia può sentirsi “scoperta” e minacciata anche quando non ce ne è motivo.
In questi casi è funzionale prendere quello che ci capita un po’ meno sul serio. Tornare a giocare con la femminilità, con lo sguardo, con il sorriso. E’ essenziale riprendere a testare l’effetto che si ha sull’altro: si può fare a piccole dosi e in contesti sicuri.

Recuperare disinvoltura non significa sforzarsi di nascondere il proprio imbarazzo.
Quando c’è ed è forte, è inutile tentare di camuffarlo: è quello il caso in cui si rischia di risultare ridicole. Essere auto-ironica ti salva dal disagio e solleva chi ti sta di fronte dal peso di fingere di non essersene accorto. In più, ricordati che le donne capaci di sdrammatizzare e “giocare” con le proprie difficoltà piacciono molto agli uomini. Sono quelle che li mettono a loro agio.

La prova più difficile arriva quando si presenta una nuova esperienza sessuale.
Può scattare addirittura una sorta di “blocco” fisico, dovuto all’ansia per il nuovo e al pensiero di non conoscere i gusti del partner. Ma attenzione a non cadere nella sua-ipervalutazione: non ha senso sentirsi meno esperte.
E’ utile smettersi di fossilizzarti sulla “prestazione” e su come potrebbe essere giudicata da lui: è funzionale aprirsi all’esterno, alle piacevolezza delle sensazioni, agli stimoli che ti arrivano dal contesto.

Ma è possibile prevenire tutte queste difficoltà?

In parte sì. La chiave per non sentirsi impacciate dopo la fine di una storia sta in come la si è vissuta, in come ci si è poste.
La sensazione che dovremo portarci addosso è quella che stiamo dando il meglio di noi, sia al partner sia a noi stesse. Per farlo, però, è necessario investire le proprie energie fisiche e mentali in più ambiti. Più sono gli ambiti nei quali ci sentiamo realizzate e più troveremo facile non sentirci perse e impacciate in caso di rottura.

a cura della Dott.ssa Elena Isola
Psicoterapeuta – Sessuologia Clinica

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