coppia_feliceAll’inizio incontri un uomo, ti piace e il vostro rapporto decolla. Ma la favola dura poco e non per colpa sua: sei tu che dopo un pò, ti stufi. Forse è perché, da un certo momento in poi, ti ritrovi imbrigliata in rapporti sbilanciati, scelte precoci o paure dettate da pregiudizi. Ed ecco che ti viene voglia di chiudere. Se provassi, invece, a rivedere il tuo modo di avviare e impostare una relazione?

Fai attenzione nei primi incontri. Spesso dietro una donna recalcitrante alle relazioni di lunga durata, c’è una persona che sceglie partner sbagliati. Non al cento per cento, ma magari in piccoli aspetti dei quali, all’inizio, sull’onda dell’euforia, si sottovaluta l’importanza. Il consiglio, allora, è quello di affrontare la fase della conoscenza in modo più critico. In sostanza, sforzati di concentrarti su ciò che non torna e non si combina con la tua persona; evita di minimizzare o archiviare sensazioni di disagio e non cedere alla convinzione del “tanto con il tempo cambierà”.

Sganciati dall’idea di perdere autonomia. Impegnarsi in una relazione fa perdere i propri spazi: è questo che si pensa spesso e, più una storia si prospetta come duratura, più questo timore aumenta. In realtà, se un legame è sano e il rapporto prosegue su basi equilibrate, è più esatto affermare il contrario: si guadagna autonomia, si acquista libertà. Quello che spesso non si considera è che le relazioni stabili (e appaganti) danno sicurezza e uno stato d’animo fiducioso e tranquillo è il mood che aiuta a muoversi meglio anche per conto proprio. Il carburante che permette di spingersi oltre e osare, mettersi alla prova e migliorarsi.

Imposta il rapporto su basi bilanciate. Per non diventare insofferenti nel tempo, occorre aver impostato una relazione su basi buone. E qui scattano i problemi perché spesso noi donne siamo molto moderne con la testa, ma stentiamo a tradurre il nostro pensiero in azioni corrispondenti. Sappiamo benissimo che non spetta a noi sbrigare quella faccenda al posto suo o raccogliere i calzini che ha lasciato per terra, ma poi, alla fine, non ce la facciamo proprio a non intervenire. Cediamo. Questo atteggiamento però, alla lunga, può indurre il partner a rilassarsi e, nel tempo, può costarci caro, perché può portarci a fare più di quel che dovremmo. Il consiglio, allora, è quello di costruire la relazione su basi eque. Per farlo, bisogna discutere e negoziare, chiedere e definire i confini della propria disponibilità Procedi per gradi. Molte persone bruciano le tappe della conoscenza e fanno passi importanti (come andare a convivere o comprare casa) con partner che non conoscono a sufficienza. E quando certi difetti dell’altro emergono a giochi fatti, è più difficile accettarli e fronteggiarli.
Come regolarsi, allora, per prendere decisioni sulla base di una reale conoscenza dell’altro?

Un buon parametro può essere l’arrivo ed il superamento di un momento di crisi. Pensare “Ma certo che lo conosco, stiamo insieme sempre, ormai so tutti i suoi difetti!” non basta: quei difetti devono averci toccato, colpito, messo in discussione. Indotto a porci domande fondamentali (“Ma sarà quello giusto?”) o a desiderare un momento di distanza. È tutto questo che segna il passaggio dalla fase di idealizzazione dell’altro a quella della sua conoscenza reale.

Distingui la convivenza con un uomo da quella con la tua famiglia di origine. Spesso si tende a voler chiudere per paura che il grande salto possa essere un passo indietro. Chi vive da sola da diverso tempo, può pensare che, andando a convivere o sposandosi, perderà dei privilegi conquistati nel tempo. L’errore, in questo casi, è quello di confondere la vita dentro casa con il partner con quella che si faceva con la famiglia d’origine. E di vedere il partner quasi come fosse un genitore al quale rendere conto: non è così, le regole del gioco, in coppia, sarebbero diverse e le stabilireste tu e lui. La convivenza con chi si ama va letta in senso evolutivo.

Sintonizza i tuoi tempi con i suoi. Spesso le storie diventano insostenibili non perché durano da tanto, ma solo perché hanno preso pieghe pesanti. Accade, per esempio, quando uno dei due partner ha accelerato i tempi o forzato l’intimità e l’altro l’ha seguito, pur non essendo convinto. A volte, nonostante l’amore, non si è pronti per certe evoluzioni e, quando è così, è meglio aspettare. Il tempo che si ha l’impressione di perdere è in realtà un tempo speso bene, perché porterà convincimento e motivazione: le premesse necessarie per affrontare con serenità dei momenti di svolta.

Domandati se pretendi troppo. Una donna che non riesce ad avere relazioni durature forse è una persona un pizzico troppo esigente e poco incline a tollerare la normalità. Vivere una storia stabile non significa avere accanto un uomo perennemente fantastico. Vuol dire accogliere l’altro nel suo aspetto che per noi è speciale (quello deve esserci sempre), ma anche in quello più normale e imperfetto.

Chiediti se per te è un problema. Infine una precisazione: prima di capire cosa ti porta a disinnamorarti sempre dopo un periodo di tempo, domandati “se” e “quanto” desideri avere storie durature. Non avere relazioni lunghe è un problema solo se viene vissuto come tale e porta disagio (“Vorrei avere una storia lunga, ma non ci riesco”). Ormai i tempi sono cambiati e non è più scontato che una persona desideri rapporti stabili, perciò facciamo attenzione a non prendere per un atteggiamento da analizzare quello che potrebbe essere un semplice e nuovo stile in fatto di relazioni.

a cura della Dott.ssa Elena Isola
Psicoterapeuta – Sessuologia Clinica

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