coppia-che-litigaSpesso e volentieri un uomo apre bocca, dice quello che pensa e, se l’interlocutore è una donna, viene tacciato di “maschilismo”.

Nell’immaginario culturale collettivo Maschilismo è un termine negativo quasi sinonimo di prevaricazione e Femminismo, invece, positivo e pieno di significati che vanno dall’equalitarismo alla rivendicazione di giusti diritti calpestati in secoli di storia.

All’incirca 750 anni avanti Cristo i Romani, che avevano persino un codice civile passato alla storia nel quale si erano dimenticati di inserire i diritti femminili, si dedicavano al rapimento delle stesse per semplice stato di necessità. Roma Ladrona potrebbe essere stato coniato allora.

La Chiesa Romana tuttora impedisce alle donne la carriera sacerdotale e non stupisce che, all’interno di essa, si sia affermato fino al 650 d.C. che la donna non era dotata di anima.

Il voto alle donne è una conquista relativamente recente e la parità dei diritti lo è ancora di più.

Intorno agli anni settanta, sempre a Roma e , per l’esattezza sui resti monumentali delle Terme di Caracalla, campeggiava una enorme scritta di vernice rossa che recitava “ IO SONO MIA” a testimonianza che in circa 2700 anni le cose erano cambiate. Avvicinandosi però di qualche metro si rendeva visibile anche la replica “ PERCHE’ NESSUNO TE SE PIJA” che rinverdiva la secolare tradizione.

I tempi, in effetti, sono cambiati e all’interno stesso della famiglia, nucleo sempre centrale della struttura sociale, si è passati ad un maggior rispetto reciproco nel senso che le mani vengono usate di meno a vantaggio della relazione comunicativa: Il Dialogo.
Purtuttavia c’è sempre un però.

Una legge non scritta della comunicazione recita: “ dato che comandare in due reciprocamente è un non senso comunicativo, l’opzione della leadership può essere esercita solo da uno dei due” .
Per la pace di casa e per evitare l’intervento dei servizi sociali quando non della forza pubblica si finisce per equilibrare la relazione facendo un po’ per uno, della leadership.
Tuttavia a comandare si piglia gusto e la tendenza generale è a esercitare l’opzione “comando io” tutte le volte che si può ricorrendo magari a sottili sotterfugi relazionali.
Le regole, infatti, le fa chi comanda.

Un esempio è la tavoletta del wc.
Da come la si trova in casa di amici si capisce subito chi comanda.
Se sta su è casa di maschilista al potere, se sta giù è casa di maschilista fregato da femminista il che, in termini pratici, è la stessa faccia della medaglia.
Nei processi per divorzi sanguinosi, la tavoletta è spesso citata come testimone della “ crudeltà mentale”.
Se la tavoletta “deve” stare giù potete stare però tranquilli che i pedalini usati maschili verranno lanciati sul pavimento come rappresaglia e la cenere di una sigaretta verrà lasciata cadere dappertutto meno che nel posacenere.
Osserverete poi che la spazzatura viene portata all’esterno con regolarità solo da uno dei due.

Anche sul piano sessuale esiste una similitudine comunicativa.
Quasi tutte le posizioni del Kamasutra prevedono sostanzialmente che uno dei due “ agenti” sia praticamente immobilizzato a vantaggio dell’altro il quale, di solito, sta sopra e ha le mani libere.
Si capisce pertanto come una comune trasgressione sessuale dei nostri tempi preveda la corda, la frusta e le sculacciate a perenne memoria di “missionario” o della “amazzone” e dei bei tempi andati in cui si comandava da soli e la prevaricazione era lecita per legge oltre che per diritto dei bicipiti.

In conclusione la lotta di classe, perlomeno a casa, si è spostata dalle mani al cervello e si esercita anche a letto. Tempi moderni.

a cura del dott. Biagiotti
Andrologo

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