sinusiteL’inverno lo sappiamo è foriero di infiammazioni delle prime vie aeree che a volte possono complicarsi con vere e proprie infezioni.

Una di queste è sicuramente la sinusite.

Essa rappresenta di solito l’evoluzione di un banale raffreddore, malattia tipicamente virale, verso una forma batterica.

Ai sintomi classici della corizza (ostruzione nasale e rinorrea) si aggiungeranno febbre maggiore di 38 gradi, rinorrea muco-purulenta, cefalea facciale e malessere generale.

E’ importante sottolineare che tutti questi sintomi, uniti dall’osservazione obiettiva di muco-pus nel naso, ci consentono di fare diagnosi di sinusite.

Uno solo di questi invece non è mai patognomonico di tale patologia.

La terapia sarà caratterizzata dall’utilizzo di antibiotici, mucolitici ed antiinfiammatori per almeno 8 – 10 giorni.

Capitolo a parte è la rinosinusite cronica.

Troppo spesso si fa abuso di tale diagnosi semplicemente con un solo dato clinico rappresentato dalla cefalea o sulla base di una radiografia del cranio.

Facciamo subito chiarezza: la cefalea isolata non è mai indice di sinusite come la radiografia del cranio non è mai indicativa per la diagnosi, essendo essa un esame desueto ed approssimativo.

Un paziente affetto da rinosinusite cronica deve presentare tutti i seguenti segni e sintomi:

• ostruzione nasale;
• riduzione del senso dell’olfatto;
• scolo nasale purulento cronico;
• tosse cronica;
• alitosi;
• cefalea.

Il tutto deve durare almeno per 12 settimane e deve essere confermato da un esame strumentale definito endoscopia nasale, che io eseguo sempre ai miei pazienti ambulatorialmente, ed eventualmente confermato da un esame TC del massiccio facciale.

La terapia in questi casi potrà essere medica e chirurgica.

Grazie per la vostra cortese attenzione ed a presto!

a cura del Dott. Domenico Di Maria
Specialista in Otorinolaringoiatria

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