osteoporosi-e-alimentazioneL’osteoporosi è una patologia debilitante a carattere epidemico, caratterizzata da una diminuzione della massa ossea e da alterazioni della microarchitettura con conseguente fragilità ossea.

Attualmente affligge circa 4 milioni di persone in Italia (di cui 3 milioni donne), e si contano circa 200mila fratture da osteoporosi l’anno.

Vari fattori sono stati incriminati come fattori di rischio per questa patologia (un esercizio fisico insufficiente, alcol, fumo, un basso intake di calcio e di potassio, un alto intake di sodio e caffeina), molti dei quali sono considerati essere deboli, sebbene però, quando combinati, possano impattare fortemente sulla salute dell’osso.

Misure preventive potrebbero essere prese in considerazione per massimizzare il picco di massa ossea a maturità scheletrica e ritardarne la perdita addirittura già in età scolare.

E’ stato infatti affermato che, anche se l’osteoporosi è una malattia della terza età, essa trova le sue radici nell’età dello sviluppo.

Da uno studio condotto sulle abitudini alimentari e sportive di gruppi di bambini in età scolare del centro Italia è emerso che la percentuale di calcio introdotto con gli alimenti è insufficiente per il 21% nel gruppo di bambini di 6 anni, del 35% in quello dai 7 ai 10 anni, e del 52,5% in quello dagli 11 ai 14 anni.
Inoltre la maggior parte dei bambini (43,5%) non pratica un adeguato esercizio fisico.

Risulta quindi necessario ritrovare o mantenere delle sane regole alimentari per poter prevenire le maggiori patologie degenerative che affliggono i nostri tempi, dal momento che molto spesso l’alimentazione rientra tra le poche misure preventive a nostra disposizione.

Tra le misure preventive a tavola:

- Un’aumentata introduzione di frutta, verdura e legumi (ricchi di calcio, potassio, magnesio, zinco, vitamina C) che, aiutando a produrre un ambiente alcalino, minimizzano la perdita di calcio dalle ossa, favorita invece, da un ambiente acido;
– La riduzione nel consumo di cibi trattati e conservati, spesso impoveriti delle loro caratteristiche nutrizionali e ricchi in additivi e conservanti;
– Un aumento del consumo di cibi ricchi di potassio (legumi, frutta secca, frutta secca ed oleosa, sarde e alici, patate..), il quale gioca un ruolo importante nella gestione dell’ipercalciuria.

a cura della Dott.ssa Capperucci
Dietista e Biologa

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