emancipazione-sessuale-femminileIn un recente articolo apparso su una nota rivista settimanale abbiamo letto:”Il guaio non è che gli uomini siano diventati le nuove donne: è che non hanno strumenti per affrontare questa condizione”.

Questa affermazione ci dà lo spunto per intrattenerci su alcuni aspetti psicologici del mondo giovanile e del rapporto tra i
sessi
.

Prima di tutto il rapporto tra le persone è cambiato.

Il rapporto tra le persone, cioè la tendenza a incontrarsi, a relazionarsi con soddisfazione e il ritrovare la gioia di scambiarsi affetto e sostegno, si fa strada nel mondo cosiddetto giovanile e si caratterizza per i suoi codici di comportamento e modelli culturali dominanti (le mode, le marche, il linguaggio) non diversamente dal passato.

Il mondo degli adulti invece pare che vive una separazione rispetto al passato in quanto la generazione degli attuali giovani adulti è la prima che ha deciso di vivere in modo alquanto diverso rispetto a quella precedente tutta protesa a sacrificarsi per i figli.

Dal punto di vista psicologico i giovani vivono il mito del mondo
incantato in cui lo “spauracchio” della morte continua a rimanere
nascosto presentandosi solo nella mezza età e la gestione delle responsabilità è semplicemente rinviata.

Il culto del gruppo permane e viene vissuto nelle occasioni sportive, col fenomeno degli ultras, e in quelle mondane con il rito di massa della discoteca.

La vita per strada è molto limitata mentre il rapporto tra i sessi ha fatto un decisivo passo in avanti.

I rapporti sociali e comunicativi tra le generazioni sembrano molto migliorati rispetto alle generazioni passate.
Infatti, mentre prima si viveva più tempo per strada adesso i ragazzi tendono a sfruttare la loro dimora e a viverla in svariate occasioni.
E non si tratta solo del tempo che passano davanti ai computer a chattare.
Si tratta di qualcosa di più.

A fianco al fenomeno dei cosiddetti bamboccioni, ragazzi che preferiscono rimanere nella comodità delle mura domestiche
coi genitori che li accudiscono fino a oltre i 30 anni, i ragazzi e le ragazze ospitano i loro partner sessuali a casa dei genitori, e non
solo quando questi ultimi sono assenti.

Certamente i ragazzi e le ragazze di oggi hanno tratto giovamento dalla lezione delle generazioni passate.

Soprattutto essi si sono giovati delle lezioni del passato ed ora sono
loro che l’insegnano ai genitori.
Gli spettri che si racchiudevano nel complesso
edipico
di freudiana memoria pare abbiano lasciato il posto alle fate ignoranti della rivoluzione sessuale post sessantottina.

Se di emancipazione sessuale si può parlare questa pare si debba riferire più agli uomini che alle donne in quanto pare che il sesso forte sia il maggior beneficiario. Mi spiego.

La maggior parte delle difficoltà sessuali sono indubbiamente più degli uomini che delle donne.

In questo c’è stata una radicale inversione di tendenza rispetto ad un recente passato.
C’è maggiore vulnerabilità nella sessualità maschile sia perché la mancanza di virilità sessuale nel maschio non si può nascondere, sia perché i casi di impotenza cosiddetta freundi, cioè dovuta ad una ansia da prestazione nel maschio, stanno paurosamente
aumentando.

Le cause le possiamo trovare nel tipo di vita frenetica che viviamo ma anche nella percezione di scarsa iniziativa che spesso viene lasciata al maschio nel rapporto.
Assistiamo cioè ad una sempre più decisa prevalenza della donna che non nasconde remore a pretendere dal maschio quello che dichiara essere un suo diritto, cioè il diritto al godimento sessuale.
Questo non ha nulla a che vedere con un eventuale sessismo
all’inverso, cioè ad una presunta prevalenza della donna sull’uomo.
Viceversa, sembra invece che gli effetti di questo processo evochino
comportamenti maschili diretti alla ritorsione verso la donna e a
tentativi di sottomissione sul piano del potere personale.
Il risvolto della medaglie dovrebbe essere la donna in carriera che sotto la spinta di una durezza mascolina riproduce atteggiamenti e comportamenti prettamente maschili.
In molti casi però, il comportamento femminile di dominanza assume proprio i caratteri specifici della femminilità e si impone con tendenze e caratteristiche innovatrici e creative.

La superiorità femminile nelle cose che riguardano la sessualità possono esprimersi anche come sessualità edulcorata o vissuta in forme nuove, ad esempio tantriche.
Si tratta di una forma mentale di sessualità sorretta dal principio del
rinvio del piacere e, quindi del protrarsi del piacere non più vissuto solo nel coito ma gestito come forma alta di piacere sublime.
E non più vissuta unicamente attraverso gli organi genitali ma
attraverso e mediante svariate e simultanee sensazioni.

Vita mentale e vita virtuale.
Il fenomeni internet sta lasciando una impronta nella nostra società
mai vista prima.
Quella che chiamiamo pomposamente la società della comunicazione, da un certo punto di vista sembra invece la società della
incomunicabilità.
Il lavoro che svolgo mi offre molte opportunità per capire ed avere il cosiddetto polso della situazione.

In particolare, oltre all’aumento spaventoso delle
insoddisfazioni
sessuali
e alle difficoltà che il mondo del lavoro continuamente ci offre, assistiamo ad un incistamento dei singoli in un solipsismo dettato appunto dalla difficoltà ad incontrarsi realmente.
Mi riferisco al mondo delle chat. E qui va aperta una parentesi.

Difficoltà comunicative e addiction
Quella che chiamiamo comunicazione si riferisce alla capacità di stabilire canali comunicativi a tutti i livelli e cioè a quello verbale, paraverbale e non verbale.
Quello verbale impegna meno di un decimo dei messaggi che le persone si trasmettono.
Quello non verbale va oltre l’80 per cento della comunicazione e include i messaggi del corpo (postura, mimica, prossemica,gestualità); i messaggi dell’intonazione della voce, i messaggi dei significati trasmessi e di quelli intenzionali (che possono essere coerenti e in contrasto).
Inoltre assistiamo ad un repertorio di messaggi che dipendono dal
contesto e quelli tipicamente della cultura di appartenenza.
Senza contare i messaggi che trasmettiamo con il nostro modo di vestire, di mangiare e i segnali che emettiamo con i nostri odori.
Tutto questo è escluso dalla comunicazione via chat che avviene essenzialmente attraverso un unico canale comunicativo cioè quello attraverso la parola scritta.
La comunicazione telefonica è di gran lunga più ampia ed offre
possibilità e soddisfazioni decisamente maggiori.

Indubbiamente le chat offrono opportunità di incontrarsi e sono tanti
quelli che ne fanno ricorso ma altrettante persone trovano un mezzo
facile per soddisfare le proprie esigenze che spesso sono proprio
possibilità di incontri a sfondo esclusivamente sessuale.

Il fenomeno delle chat erotiche è il nuovo modo per soddisfare quello che una volta veniva offerto per altre vie.

Altro discorso è il rischio che un ragazzo o una ragazza possano
incorrere nel rischio di fare brutti incontri.
Qui è indispensabile il controllo dei genitori.
Si badi bene in ogni mezzo è insita una percentuale di rischio.
Anche la televisione manda messaggi diseducativi e pericolosi per un
pubblico non maturo.
Sul web si possono fare cattivi incontri ma le opportunità educative ed evolutive sono tante che una certa parte di rischio è accettabile.
Altro discorso sono le chat erotiche e i messaggi pornografici accessibili facilmente ai ragazzi e ai bambini.
La qualità del controllo della famiglia fa la differenza.
Se la famiglia è attenta e coesa allora si è più preparati ma se la famiglia è disattenta e inconsistente risulta l’autorità e il prestigio dei
genitori allora il pericolo è più forte.
La percezione di essere soli, la mancanza di riferimenti educativi e
un Io debole fanno si che gli adolescenti ricorrano alla pornografia
come mezzo compulsivo per soddisfare esigenze e bisogni insoddisfatti
ma che riguardano altri e diversi ambiti della personalità.
Una volta innescata, la spirale della dipendenza è difficile da
interrompere.
L’incapacità di dichiarare la propria abitudine ai genitori o a qualcuno che possa aiutarli fa il resto.
In questo modo la dipendenza diventa vera e propria addiction. Una condizione ancora più pervasiva.
Sono sempre più convinto che la società pagherà lo scotto di questa
involuzione della vita sociale.

a cura del Dott. Paolo Mancino
Psicologo

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