disfunzione-erettileLa letteratura scientifica è d´accordo sul fatto che il deficit erettile (DE) e le malattie cardiache riconoscono gli stessi fattori di rischio e anche che il DE (quello vero, non psicogeno) precede spesso la comparsa di sintomatologia riferibile al cuore ed in particolare alle coronarie.

Per tale motivo , negli ambulatori andrologici, durante la visita, viene dedicata parte del tempo al problema del sovrappeso derivante da abitudini alimentari incongrue associate a sedentarietà se non a diabete ed ipertensione ed al famigerato fumo di sigarette.

Mentre una parte minima dei pazienti presta attenzione a tale approccio dimostrando sensibilità ad un discorso di prevenzione nel tempo, la maggior parte reagisce con indifferenza nei confronti del problema.

Tali soggetti, a livello di comunicazione, tentano consciamente o inconsciamente, tutte le strategie possibili per declinare l´invito alla prevenzione.

Gli ipertesi la prendono con le pillole per la pressione e non cogli ultimi vent´anni di stravizi ignorando le spiegazioni del medico che si affanna a spiegare come è l´elasticità delle arterie a non far funzionare più il coso; i fumatori reagiscono ammettendo candidamente che fumano troppo ma ti chiedono come mai dieci anni prima quando fumavano di più tutto era ok; i diabetici , magari con una emoglobina glicosilata fuori range ( impietosa quanto ignorata spia della poca attenzione alla propria glicemia), giurano che il compenso glicemico è maniacale, mentendo sapendo di mentire.

I pazienti in sovrappeso sono i più determinati nell´affermare che già mangiano così poco che sono limite della sopravvivenza e che una riduzione delle già scarse razioni è impensabile, potrebbero svenire o essere meno efficienti sul lavoro.
Di farsi una passeggiata di tre chilometri al giorno, senza correre, non se parla perché “manca il tempo” e la timida proposta di saltare la visione domenicale della partita per la salute suscita commenti inorriditi per la poca patria sensibilità.
Di ridurre il consumo di dolci neanche a parlarne, qualcuno sostiene che poi viene la stitichezza cronica e anche che le verdure non le potrebbero mangiare mai perché fanno venire la colite.

L´apoteosi si raggiunge con la richiesta di una cura che faccia dimagrire continuando a mangiare come prima e senza rinunciare al doppio grappino serale digestivo, faccia rifunzionare “il morto” come quando avevano vent´anni perché così possono finalmente insidiare la collega che gli fa l´occhiolino in ufficio e ” mi raccomando dottore, una cura di una ventina di giorni al massimo, mica voglio prendere le medicine tutta la vita”.

a cura del dott. Giulio Biagiotti
Andrologo

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