vertiginiLa vertigine è una sensazione illusoria (cioè non reale) di movimento e si distingue in:
- soggettiva: il paziente ha l’illusione di muoversi, di essere instabile, spesso riferisce di sentire “la testa vuota”, di non riuscire a mantenere l’equilibrio, una stabile direzione di marcia;
- oggettiva: il soggetto vede l’ambiente circostante muoversi o con senso rotatorio (“la stanza mi gira intorno!”) o oscillante sul piano orizzontale o vericale.
Di solito, tale illusione di movimento è data dal nistagmo, indice di una disfunzione del sistema dell’equilibrio di origine periferica e/o centrale.

Le vertigini più frequenti

- Canalolitiasi
Essa è causata dal distacco degli otoliti da un piccolo ed importantissimo organo dell’equilibrio definito utricolo.
Questo organo ci permette, insieme ad un altro definito sacculo, di percepire le accelerazioni gravitarie (es.: l’automobile che procede in avanti o in retromarcia, l’ascensore che sale).
Sono gli otoliti che facendo pressione su questo organo permettono di generare le informazioni necessarie al cervello. Un loro distacco, per cause traumatiche, di cattiva circolazione sanguigna, per fattori metabolici (diabete, ipercolesterolemia, ipretrigliceridemia, iperuricemia) o per cause idiopaiche (cioè che ancora non si conoscono), determina la vertigine posizionale poichè gli otoliti entrano nei canali semicircolari, organi che rilevano le accelerazioni angolari (es.: la rotazione della testa , l’inclinazione laterale, in basso, in alto della stessa).
Questi microscopici sassolini, galleggiando nel liquido contenuto in questi canali, stimolano il cervello evocando un nistagmo (movimento involontario degli occhi) che dà una illusione di movimento dell’ambiente circostante soltanto quando il soggetto si muove (di solito stendendosi a letto, girandosi nel letto , alzando la testa per prendere qualcosa da un mobile etc).

- Nevrite vestibolare
E’ un infiammazione acuta del nervo vestibolare che determina improvvisamente la comparsa di vertigini rotatorie, presenti anche senza muoversi, della durata maggiore di 24 ore con sintomi neurovegetativi associati (nausea, vomito, sudarozione).
Di solito non si associa sintomatologia uditiva (acufeni, ipoacusia, ovattamento auricolare): questo lo contraddistingue dalla nevrite cocleovestibolare (coinvolgimento anche dell’udito) o dall’ipoacusia improvvisa che determina solo i sintomi uditivi senza vertigine.
Anche in questo caso l’inquadramento è facilitato dalla storia clinica e dall’osservazione del nistagmo che di solito batte dal lato sano.
Le cause più frequenti sono : infezioni virali, disturbi del microcircolo, ma spesso la causa è idiopatica o comunque non identificabile.
La terapia si basa su farmaci antiedemigeni (glicerolo), cortisonici, vasoattivi ( farmaci che facilitano la circolazione sanguigna) e , nel sospetto di una forma virale, anche di antivirali.
La risoluzione si ottiene entro 5 – 7 gg con la messa in atto da parte del cervello del compenso vestibolare: per questo motivo, non appena il paziente è in condizione di muoversi è indicata l’attività fisica che favorisce un più rapido recupero di tutte le attività.

- La malattia di Meniere
E’ secondaria ad un’idrope endolinfatica del labirinto membranoso.
Per maggior chierezza diciamo che l’orecchio interno, sia nella porzione che regola l’udito che in quella che controlla l’equilibrio, contiene del liquido (l’endolinfa) che, se presente nelle giuste quantità, permette il normale funzionamento di queste strutture.
Un aumento improvviso di endolinfa stimola le cellule contenute nel labirinto e causa la comparsa della TRIADE sintomatologica tipica della MdM: acufeni, ipoacusia e vertigini, a cui si aggiunge un quarto sintomo, che spesso preannuncia una crisi : l’ovattamento auricolare (fullness).
Nulla purtroppo si conosce sulla eziologia, cioè sulle cause di questa malattia: molte teorie sono state proposte ma nessuna al momento è esaustiva.
Per quanto riguarda l’epidemiologia: la MdM è più frequente nelle donne, essa è rara al di sotto dei 20 anni e nel 25% dei casi può divenire bilaterale.
A proposito di ciò la tendenza alla bilateralizzazione è tanto più bassa quando più tardi esordisce la patologia.
La DIAGNOSI si emette con:
storia clinica
visita ORL che escluda altre patologie in atto
esame audioimpedenzometrico
esame vestibolare
esami elettrofisiologici (ABR e VEMP’s).
Considerato che le cause non sono ancora conosciute a fondo , le terapie proposte sono tante.
Quella che funziona meglio e che adesso è il “Gold Sandard” è quella con il GLICEROLO (e.v. nelle fasi acute) per os come terapia cronica. Sono stati proposti e si utilizzano, quando la terapia sopra descritta non funzionasse:
diuretici
vasoattivi
farmaci emoreologici (per la circolazione)
cortisone
Importantissima è la dieta da seguire:
Povera in sali, insaccati, formaggi salati ed alimenti che si ritenga scatenino la crisi;
Senza sostanze eccitanti: caffè, coca-cola;
Aumentare l’introito di acqua oligominerale (almeno 1,5 – 2 litri al giorno).
L’aumento di acqua oligominerale nella dieta inibisce la produzione da parte dell’organismo di un ormone (ADH: ormone antidiuretico) che interagisce con le Acquaporine, recettori presenti nei reni ed anche nell’orecchio interno e che, come si evince da studi recenti, pare che favoriscano l’entrata di acqua nel labirinto e, quindi, l’idrope endolinfatica.

a cura del dott. Domenico Di Maria
Otorino

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