travaglioOvunque su questa terra ed in tutti i tempi passati le donne hanno sempre preferito dare alla luce i propri figli in posizioni verticali.

Siamo noi civiltà occidentale moderna che abbiamo rivoluzionato questo concetto.

La motivazione?

Sempre la stessa per convenienza medica!!!

Benjamin Rush nel diciottesimo secolo riferisce che per le donne indiane americane la natura è l’unica levatrice: «partoriscono con un travaglio veloce e poco doloroso», ancora una volta accovacciate.

Fino al quindicesimo secolo nei dipinti e nelle incisioni che raffigurano scene di parto, la donna partorisce in posizione verticale.

L’80% delle partorienti olandesi, ma anche quelle dei paesi scandinavi, partoriscono sedute su uno sgabello che si chiama “sedia olandese“, cercando di sfruttare la posizione più naturale che permette alla donna, nella fase espulsiva, di usufruire dell’aiuto della forza di gravità (che favorisce la discesa del feto) durante le spinte e, allo stesso tempo, di essere sostenuta dal seggiolino.

La posizione distesa, sdraiata sulla schiena è nata come una moda delle classi ricche del tardo medioevo,che non vollero più partorire come la plebe che partoriva in piedi.

Inoltre, l’invenzione del forcipe, intorno al 1600, che,col tempo diventa uno strumento di uso quasi sistematico, favorisce il dilagarsi della posizione orizzontale.

La posizione litotomica è stata fatta adottare nell’ostetricia occidentale da quando l’ostetricia è stata medicalizzata (da circa tre secoli) soprattutto per facilitare gli operatori nell’assistenza al parto. La posizione litotomica, sul lettino da parto, è ancora oggi il modo più comune per partorire, anche se alcuni studi dimostrano essere nociva.

Riportare le donne in piedi implica ben più che aiutarle semplicemente a trovare una posizione comoda significa trasformare le pazienti da passive in attive donatrici di vita.

Studi recenti dimostrano come l’azione della forza di gravità favorisce le contrazioni uterine e le spinte della partoriente aggiungendo un’ulteriore pressione.
La legge di Newton ci dice che:in qualunque caso è più facile che un oggetto cada in direzione della superficie terrestre piuttosto che vi scorra parallelamente e di conseguenza, da un punto di vista meccanico è più semplice espellere un neonato verso terra che espellerlo in senso orizzontale.

Gli studi confermano l’importanza del prevalere degli ISTINTI ANCESTRALI quelli che fanno si che la donna senta l’esigenza di muoversi … Muovendosi la posizione stessa rende inoltre la contrazione piu’ intensa ed efficace sicuramente la donna si sentirà maggiormente adeguata ad affrontare il travaglio avendo seguito un corso nei 9 mesi che ha avuto come iter la scoperta del suo io profondo e la liberazione dell’istinto ancestrale quello a cui è affidata la sopravvivenza della specie.

La FUTURA MADRE non ha solo bisogno di essere informata sugli aspetti specifici di gravidanza-travaglio-parto-crescita del feto ha bisogno che le venga data anche e soprattutto un’adeguata preparazione fisica incentrata sugli effetti derivati dal passaggio da una posizione eretta all’altra .

RICORDA: Una posizione per il parto viene considerata fisiologica quando:
• Non si produce compressione della vena cava
• Il bacino ha la maggior possibilità di movimento

Prediligi la POSIZIONE ACCOVACCIATA, che è quella che assicura
• Il minimo sforzo muscolare
• Il rilassamento ottimale del perineo
• Un’ossigenazione ottimale del feto

Cercate quindi un corso di preparazione al parto che vi permetta di venire a conoscenza di queste nozioni che sono poi quelle basilari per riuscire a sopportare e ad affrontare un cosi difficile passaggio e una volta accettate ed apprese cercate la struttura che rispecchi questo pensiero oppure prendete in seria considerazione l’idea di poter avere accanto a voi un’ ostetrica libera professionista che vi accompagni durante i vostri 9 mesi e che vi permetta di farvi fare un dolce e delicato travaglio tra le vostra mura domestiche e poi vi accompagni lei stessa in ospedale cosi da tutelare maggiormente i vostri diritti .

a cura della Dott.ssa Anzillotti
Ostetrica

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