salute-e-psicologiaQuesto articolo vuol porre attenzione ad una branca delle scienze che ultimamente gode di particolare visibilità; ovvero la neuropsicologia.

Negli ultimi decenni la medicina ha compiuto importanti progressi nella conoscenza dei meccanismi eziopatogenetici alla base di molte malattie organiche.
Spesso il ruolo del fattore psichico è rimasto in secondo piano, anche perché è difficilmente riproducibile e oggettivabile.
Solo alla fine del secolo scorso sono state studiate le relazioni tra sistema nervoso, emozioni, sistema endocrino, e sistema immunitario.

Il modello proposto da Engel di malattia come risultato di fattori bio-psico-sociali ha permesso di comprendere meglio i vari aspetti di molte patologie.
Da qui la nascita e lo sviluppo della ricerca verso la psiconeuroimmunologia.

Tale termine è stato coniato nel 1981 da Robert Ader, direttore della divisione di medicina psicosociale e comportamentale dell’Università di Rochester a New York, per indicare un ambito disciplinare che studia i rapporti fra gli stati mentali e la fisiologia umana con particolare riferimento alla risposta immunitaria.
Tra la fine degli anni ‘60 e ‘70 sono state condotte numerose osservazioni attestanti il legame tra stati psicologici e sistema immunitario (USA: George Salomon, Robert Ader e Marvin Stein).
Altri studi hanno indagato l’interazione tra sistema nervoso e sistema immunitario riscontrando l’intervento del sistema endocrino, stimolato dai neuropeptidi liberati nel circolo sanguigno dalle cellule nervose, nella regolazione dei fenomeni immunitari e la presenza sui linfociti, cellule del sistema immunitario, di recettori per neuropeptidi e ormoni.
Studi sistematici evidenziano che il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario comunicano attraverso diverse vie e strutture anatomiche come, ad esempio, il sistema libico (ippocampo e amigdala), molto importante nelle reazioni di adattamento allo stress e mediatore della risposta linfocitaria.

La psiconeuroimmunologia integrando anche il sistema neuroendocrino viene a definirsi come la disciplina scientifica che studia i rapporti di reciproca influenza tra sistema nervoso (stati emozionali), sistema immunitario e sistema endocrino, nelle loro implicazioni fisiologiche e patologiche.

Grande rilievo viene dato al possibile ruolo dei fattori emozionali e dello stress nella genesi e nel decorso di varie patologie somatiche, alle modalità di risposta emozionale di un paziente e alla sua strategia di coping nello influenzare la risposta immunitaria e l’andamento della patologia.

Questo atteggiamento clinico ancora non è riconosciuto appieno dalla medicina come scienza basata sull’evidenza; molti medici immaginano con difficoltà le conseguenze pratiche di uno stato immunosopressivo legato ad un lutto.
Se da una parte è universalmente riconosciuta l’importanza di fattori come il fumo e le abitudini dietetiche, dall’altro i fattori emozionali restano “impalpabili”e difficilmente documentabili.
Per giunta, pur riconoscendo un ruolo ai fattori psichici, risulta difficile riconoscerne i risvolti pratici nel trattamento.

Un recente articolo mette in luce l’importanza dei fattori psichici nell’insorgenza dei tumori.
I dati disponibili nella letteratura riguardo lo stress e le neoplasie evidenziano sperimentalmente negli animali il rapporto tra stress, insorgenza e/o decorso dei tumori.
Inoltre nell’uomo sono stati eseguiti studi controllati di tipo retrospettivo per indagare gli eventi stressanti prima della diagnosi di tumore rispetto a soggetti sani o con altre patologie, senza portare ad un risultato conclusivo.
Tuttavia recentemente sono stati pubblicati i risultati di uno studio condotto su donne ammalate di tumore al seno che sembrano confermare tale ipotesi.

La capacità di far fronte alle avversità della vita è assolutamente diversa per ogni individuo. Si può ipotizzare che cellule pre-cancerose latenti e in equilibrio con l’organismo, possano replicarsi in modo incontrollato e afinalistico a seguito di una condizione di stress protratto e intenso, ma soprattutto non affrontato in modo efficace (coping disfunzionale).
Inoltre in questi ultimi anni sono comparse su prestigiose riviste internazionali diverse review che hanno evidenziato una correlazione tra assunzione a lungo termine di antidepressivi e aumento del tumore al seno.

a cura della Dott.ssa Elena Isola
Psicologa – Psicoterapeuta

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