trapianto mani L’argomento in questione non è una giovane ragazza dalle candide mani, ma una donna di 53 anni che sembra aver ritrovato la propria vitalità dopo un complesso doppio intervento di trapianto alle mani. Carla Mari, di Varese, a causa di una brutta infezione manifestatasi nel 2007, perse mani e piedi che le furono amputati.

Oggi, grazie all’operazione eseguita circa un anno fa all’ospedale San Gerardo di Monza, Carla può nuovamente realizzare il proprio sogno, quello di tornare ad accarezzare i suoi figli, con la possibilità di compiere già adesso piccoli gesti quotidiani che prima le apparivano come un traguardo lontanissimo. Il chirurgo che l’ha operata, il dott. Massimo del Bene, direttore del reparto di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’ospedale di Monza, parla con entusiasmo dei suoi stupefacenti progressi: in un anno e senza alcun tipo di protesi, Carla ha recuperato oltre il 25% delle funzionalità delle mani. L’operazione testimonia senza dubbio un grosso passo avanti in fatto di trapianti.

La possibilità di trapiantare cellule staminali prelevandole dal midollo stesso del paziente infatti, fa sì che durante la cura antirigetto vengano somministrati solo due dei farmaci immunodepressori (diversamente da tre) altrimenti previsti nelle precedenti casistiche, sviluppo che consentirebbe a molti pazienti più deboli, minacciati da eccessive dosi ed effetti collaterali di sostenere interventi di questo tipo.

A cura di Benedetta Mancusi

 

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