arti per sentire

Se avete sempre pensato che i videogiochi si riducessero solo a futili passatempi, privi di senso e di ingegno, vi sbagliavate di grosso. Si perchè proprio dal principio della robotizzazione di un semplice joystick, oggi si è finalmente giunti ad un grande risultato in campo scientifico-tecnologico.

Si tratterebbe di una recentissima ricerca, portata avanti dalla Duke University e dalla Brown Universitry di Providence, che hanno teorizzato il principio noto come BMBI (brain machine brain interface), grazie al quale realizzare in sistema robotico della protesi neuromotoria. In poche parole, dopo essere messe a punto, potranno essere create delle protesi dalle caratteristiche eccezionali, in grado di riprodurre per chi le indossa, il senso del tatto.

Oltre ad essere dotate di sensibilità, gli arti robotizzati saranno in grado di calibrare la forza e la potenza che si desidera imprimere loro. In Come? Le modalità sono alquanto avveneristiche. Ed è qui che la fantascienza sembra fondersi con la realtà: questi risultati saranno ottenuti attraverso l’impianto di una serie di microelettrodi all’interno della corteccia cerebrale motoria primaria, proprio quella che consente alla nostra persona la connessione tra volontà e movimento. E chissà che col tempo, un giorno non si scopra “comodo”, essere in parte dei robot.

A cura di Benedetta Mancusi

 

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