dipendenza-dal-lavoroIl Workaholism è la dipendenza dal lavoro. Rifacendosi al termine inglese “alcoholism”, con cui si designa la dipendenza da alcol, il dipendente da lavoro viene chiamato “workaholic”.
Il termine workaholism nasce nel 1971 negli USA in seguito alla pubblicazione di un libro di Wayne Edward Oates dal titolo “Confession of workaholics: the facts about work addiction”.

Machlowitz nel 1976 ha presentato la prima documentazione su questa, allora nuova dipendenza. In Germania i primi articoli specializzati vennero pubblicati nel 1979 dal Dott. Menzel, il quale si è accorto che il comportamento del workaholic era molto simile a quello dell’alcolista.

Il Workaholic, essendo assillato dal lavoro è adrenalina-dipendente. Ciò determina aggressività a livello familiare e con i colleghi; è sempre sicuro di sé, invincibile, arido. E’ concentrato nel successo professionale. Tende a voler tutto sotto il suo controllo. Non pone un confine tra la vita professionale e quella familiare; perde il concetto di privacy. Dorme poco, le sue forze lavorative sembrano inesauribili, sentono un forte disprezzo per coloro che spendono del tempo in attività futili e non produttive come il lavoro. Passa il tempo libero, i weekend, le ferie in attività che possano avere una qualche relazione col lavoro. Ha una rigidità comportamentale.

La lavoro-dipendenza rappresenta l’esaltazione di un’attività quotidiana diffusa e si configura coma una dipendenza “senza uso di droghe”, legata ad un’attività lecita, condivisa ed apprezzata a livello sociale. Il lavoro, allo stesso modo delle bevande alcoliche o dell’eroina o cocaina, viene abusato quantitativamente finchè non innesca un vero e proprio processo di dipendenza.
Ma al contrario degli alcolisti, i quali spesso danno l’impressione di essere passivi e labili, i Workaholics sembrano attivi e pieni di voglia di vita; infatti accumulano sempre abbastanza lavoro e si sentono inutili se non sono sotto pressione.

Nel Workaholic l’idea del “vivere per lavorare”, per una o più ragioni, ha sostituito quella del “lavorare per vivere”, ovvero del fare anche altre attività oltre che lavorare.
Nel caso della Work Addiction (eccesso di lavoro), come in altre dipendenze da attività svolte in misura diversa quotidianamente, esistono indicatori per individuare una fase acuta o una situazione cronica.
Indicatori acuti di lavoro-dipendenza sono:
- compulsione lavorativa, manifestata con persistente e ripetuto abuso lavorativo con dedizione abituale superiore alle 8 ore quotidiane, spesso anche nei fine settimana o nei periodi di vacanza;
- tendenza a non assentarsi mai dal lavoro, né per necessità e raramente per malattia;
- crisi di astinenza, angoscia quando si è lontani dal lavoro, come accade nei periodi festivi;
- manifestazioni o vissuti di paura di perdere il lavoro;
- preoccupazioni ricorrenti riferite a temi lavorativi;
- incapacità di staccare, con rarefazione degli svaghi e degli hobbies, tendenza ad occupare i week-end e i momenti liberi.

Problemi connessi al lavoro-dipendenza cronica:
- accentuata compulsione lavorativa, con crisi di lavoro notturno o ininterrotto per giorni;
- problemi relazionali cronici con colleghi, superiori o dipendenti;
- polidipendenza, che può essere caratterizzata dall’uso di farmaci stimolanti, di eccessive dosi di caffè per ridurre le ore di sonno, al fine di destinarne un maggior numero al lavoro o ancora dall’uso di alcool o altre sostanze anche illegali (frequente nella dipendenza dal successo);
- sindrome da Stress Lavorativo che può degenerare in disturbi psicologici e fisici gravi;
- problemi familiari, che dopo anni di lavoro-dipendenza possono essere anche una delle cause che conducono a separazioni e divorzi;
- isolamento sociale.

Dal comportamento normale ad un comportamento di dipendenza si possono distinguere varie fasi.
Nella fase iniziale la persona a rischio inizia a lavorare di nascosto, passa il suo tempo libero leggendo cose che riguardano il suo lavoro, lavora anche nel tempo libero e lo stile di vita diventa frettoloso. I suoi pensieri girano sempre intorno al lavoro. I rapporti interpersonali peggiorano a causa della fissazione sul lavoro.
Trascurando la famiglia o altri interessi, nascono sensi di colpa i quali vengono vissuti ma non ammessi. In questo stadio della dipendenza non è possibile individuare evidenti disturbi fisici o psichici. Sintomi psichici possono svilupparsi come depressioni leggere, paure infondate e disturbi della concentrazione.
I disturbi fisici si manifestano tramite mal di testa, mal di stomaco e disturbi cardiaci o disturbi circolatori. I dipendenti si dedicano sempre di piú al lavoro, ignorando questi problemi.
Le loro forze lavorative sembrano inesauribili.
Nella fase critica diventa possibile individuare se si tratta di una dipendenza vera e propria oppure se la persona a rischio sta solamente abusando della “droga lavoro”.
La persona in questo stadio cerca delle scuse, per giustificare la sua mania di lavorare troppo. Tentativi di regolare la sua dipendenza creando degli orari falliscono e mettono in evidenza le sue debolezze. Le nuove proposte di lavoro sono l ́unico modo per uscire dall ́autocommiserazione.
I workaholics accumulano sempre abbastanza lavoro e si sentono inutili, se non sono sotto pressione.
L’ ́essere commiserati dagli altri a causa del tanto lavoro da svolgere riesce a diminuire i sensi di colpa ed a rafforzare la loro autostima. Oltre a questo aumenta un comportamento aggressivo e impaziente verso i colleghi di lavoro. In questo stadio pressione alta, ulcera e depressioni sono talmente gravi, da rendere necessario un intensivo trattamento medico. L ́interruzione del lavoro diventa una conseguenza logica.
Le vere cause della sofferenza però non vengono trattate.
La fase cronica è caratterizzata da ulteriore lavoro notturno, feriale e festivo. Il dipendente tratta con molta durezza ed ingiustizia i colleghi che non condividono il suo stile lavorativo e rinuncia completamente alla sua vita privata. Il dipendente resta attivo solo grazie alla sua attività professionale e per questo se la gestisce in modo tale da non dover smettere mai di lavorare.

Per questo motivo i workaholics dormono troppo poco. Ad alcuni bastano dalle tre alle cinque ore, altri invece resistono dei giorni interi senza chiudere un occhio. Il rendimento del dipendente in questa fase diminuisce molto.
L`uso di stimolanti e calmanti, di alcol e nicotina fanno il resto per accelerare il fallimento morale e sociale. Anche dietro all`alcolismo o alla dipendenza da farmaci si può nascondere una dipendenza dal lavoro cronica. A differenza di altre forme di disagio, “la lavoro-dipendenza” è una scelta personale e come altre cosiddette “nuove dipendenze” come ad esempio lo shopping compulsivo e la teledipendenza, rappresenta l’esaltazione di un’attività quotidiana diffusa.

Il fenomeno del Workaholism sembra interessare il 25% della popolazione. Il genere maggiormente rappresentato è quello maschile anche se il numero delle donne affette da tale patologia sembra in costante aumento. Le caratteristiche comuni tra uomini e donne identificabili come workaholic sono il perfezionismo, il coinvolgimento al lavoro e l’incapacità di delegare i compiti agli altri. Le donne però riportano livelli di stress collegati al lavoro più elevati degli uomini, probabilmente a causa dei conflitti familiari.

I settori colpiti sono la libera professione: artigiani, avvocati, commercialisti, managers.

a cura della Dott.ssa Elena Isola
Psicoterapeuta – Sessuologa Clinica

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