boob tax

Sono note dolenti per coloro che nel Regno Unito, sono ricorsi all’aiuto del bisturi per qualche ritocco estetico.Il governo britannico avrebbe proposto l’adozione di una nuova tassa, volgarmente nota come “boob tax”, la “tassa sul seno“. Le preziose nuove fattezze delle prorompenti signore, possono essere considerate alla pari dei beni di “lusso“, un capriccio, un di “più” che dev’essere inevitabilmente soggetto a tassazione.

Più precisamente, la proposta riguarda l’introduzione, per gli interventi di chirurgia estetica (come quello di mastoplastica additiva), dell’iva e cioè di un’aliquota del 20% sul costo dell’intervento. Dall’aumento, sono escluse tutte le operazioni che vengono invece effettuate per interventi necessari, di natura medica e non estetica.

Grandi proteste da parte dei “potenziali” clienti e dei chirurghi che denunciano una situazione difficile, temendo un forte calo di richieste dopo l’applicazione della tassa in questione. Ora non ci resta che attendere lo sviluppo della vicenda, per conoscere se l’imposta sulla “maggiorazione” riuscirà a trovare attuazione.

A cura di Benedetta Mancusi

 

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