morte gheddafi E’ la fine di un difficile periodo storico per questo paese perseguitato dalla piaga del regime dittatoriale e che ha visto privata nel corso di questi anni, ogni sua libertà. Innumerevoli le vittime e i sacrifici compiuti in nome di questa battaglia.

Gira voce che, ad uccidere il Raisdurante un blitz nei pressi di Sirte, già in ridotto in fin di vita, sia stato Mohammed, un giovane libanese di 20 anni, mosso da odio e violenza dopo quanto ha dovuto subire il suo paese. Nei video e nelle foto che girano in rete e in televisione, egli appare come un eroe; nessuno osa giudicare la brutalità della sentenza di morte caduta su Gheddafi, mentre il ragazzo mostra orgoglioso il suo “bottino”: la personale pistola in oro del dittatore; la folla lo acclama nell’euforia generale.

 La morte del colonnello Gheddafi segna dunque la sconfitta del potere imposto e la rinascita di un paese che può finalmente riscattarsi attraverso la fondazione di una nuova democrazia, nel rispetto dell’individuo e nella libertà personale. Tutto il mondo politico e non , è vicino alla Libia e alla sua nuova vita, che arriva faticosamente, dopo anni di sofferenze e soprusi.

A cura di Benedetta Mancusi

 

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