lindsay E’ quello che accade alle giovani starlette che hanno smarrito la strada, quando la fama e il successo hanno offuscato completamente i reali obiettivi da percorrere nella propria vita. Difficile dire se colpa della sfortuna o della solitudine, ma non è la prima volta che la bella attrice di Holliwood, la rossa ventiquattenne tutta pepe e lentigini si concede ad una vita da “bag girl”, dapprima grazie ai molteplici arresti per guida in stato di ubriachezza e poi alle vertiginose escalation di cleptomane, con le quali Lindsay si era impossessata di un collier da 400.000 dollari ed in seguito un altro, assai più “modesto”, da 2.500;

ma la giustizia non fa preferenze e queste bravate le hanno comportato qualche seccatura: 4 mesi di reclusione più 35 giorni agli arresti domiciliari e lavori socialmente utili; nonostante tutto, pare che la mancata collaborazione della diva all’interno del Downtown Women’s Center, un centro di riabilitazione per le donne senza tetto, le sia costata l’espulsione e l’avvio di un ulteriore provvedimento.

L’ultima condanna corrisponde dunque nello svolgere i turni di pulizie in un obitorio di Los angeles. Forse il giudice Sautner, rensponsabile della scelta, ha ritenuto che la ragazza dovesse osservare più da vicino un’immagine come quella della morte, cruenta, fredda e difficile, per riuscire meglio a comprendere a lavare via, insieme al sangue e ai resti dei cadaveri, anche tutto ciò che di sporco è entrato a far parte della sua vita.

A cura di Benedetta Mancusi

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