bisfenoloa Un brutto carattere, una personalità tesa alla depressione, all’ansia o diversamente all’iperattività, non deriva necessariamente dall’educazione che i genitori impartiscono ai figli, ma può essere insito nel loro stesso organismo. Una ricerca compiuta dall’Harvard School of Public Health, ha osservato questo fenomeno esaminando a lungo raggio quasi 250 donne, dallo stato di gravidanza sin alla crescita dei bimbi all’età di tre anni.

Ne è emerso che fattore determinante per la presenza nel carattere delle figlie femmine (i maschi ne restano fortunatamente esclusi), di una personalità difficile tesa a problematici risvolti sociali, può derivare dai livelli di Bisfenolo A contenuti nel proprio sangue e in quello delle mamme che le hanno concepiti. L’analisi delle urine, che ne ha individuato un’alta concentrazione, ne è la prova lampante.

Anche se non c’è certezza circa lo sviluppo di disturbi psicologici nei figli, è bene prendere qualche precauzione. Il BPA, spesso contenuto negli smalti o nei colori di frequente utilizzo o anche nei materiali plastici usati per alimenti, andrebbe volentieri evitato. Meglio utilizzarlo saltuariamente e preferire a questo piatti in ceramica o porcellana, bicchieri, tazze e bottiglie in vetro, più naturali e meno nocive per la nostra salute.

A cura di Benedetta Mancusi

 

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