conservazione autologa

E’ prerogativa di molte coppie ormai, optare per la conservazione autologa del cordone ombelicale del bimbo, pensando al suo fururo e offrendogli un’alternativa in più in caso di malattia. Tuttavia, l’Antitrust ha riscontrato delle lampanti irregolarità nella pubblicizazzione dell’operazione, che sottolineamo, in Italia è assolutamente vietata e negli altri paesi, ancora in fase sperimentale.

Pare infatti, che alcune società che assicurano la conservazione del cordone in banche private, siano responsabili di  comunicazioni a tratti distrorcenti circa la durata dei tempi di congelamento e vitalità di quest’ultimo (che in realtà corrispondono a 15-16 anni anzichè  20-25 dichiarati) e le modalità di impiego terapeutiche, purtroppo non sempre così estese e di facile realizzazione. E’ bene quindi guardarsi bene dalle società che nel nostro paese dichiarano di essere “la prima società di conservazione autologa“, poichè coistiturebbe un fatto illecito e comunque leggere bene le clausole contrattuali prima di firmare accordi di qualunque tipo, magari rivolgersi al medico di fiducia o ad un avvocato che ne esaminino bene tutti i punti.

Anche se questo tipo di intervento è mosso dall’affetto e dalla premura dei genitori verso i propri figli è essenziale considerarlo in parte come fenomeno empirico, quindi provarci, ma senza aspettarsi effetti certi nel caso in cui malauguratamente sopraggiunga una malattia per il bimbo. La ricerca è in forte sviluppo, ma occorre darle tempo perchè maturi.

 

A cura di Benedetta Mancusi

 

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