Ear ExamIl 30% della popolazione dell’Unione Europea è vittima di inquinamento acustico: chi vive nei paesi occidentali subisce un’esposizione a suoni ripetuti e prolungati superiori a 85 decibel. Questo può provocare effetti nocivi permanenti sul sistema uditivo.

Fischi, ronzii, percezioni uditive distorte, ipoacusia, sono infatti problemi in crescita e secondo stime recenti aumenteranno del 2 per cento tra 10 anni. L’allarme è nelle cifre: il 12% della popolazione generale italiana, circa otto milioni di persone, soffre di disturbi uditivi, il 4% già dai 13 ai 45 anni, il 14% dai 46 ai 60 anni, mentre oltre mezzo milione di adulti sono affetti da sordità grave invalidante. Millecinquecento bambini nascono ogni anno con sordità congenita, che compromette lo sviluppo e l’uso del linguaggio. Stando ai dati dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro, forniti nel 2007, le ipoacusie e le sordità in ambiente di lavoro rappresentano nella penisola rispettivamente il 39,3% delle malattie professionali.

La prevenzione consiste nel tenersi il più lontano possibile dalle fonti di inquinamento acustico: traffico stradale, cantieri, rombi d’aereo, ma anche musica in cuffia per molte ore al giorno e a tutto volume.

Oggi 29 novembre l’AIRS Onlus (Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità) aprirà le porte di 220 ospedali italiani per offrire l’opportunità di incontrare medici e tecnici degli ambulatori di otorino e di audiologia e di sottoporsi a un semplice esame audiometrico. La giornata rientra nella “Settimana AIRS per la lotta alla sordità” (dal 24 al 30 novembre).

A cura di Silveria Conte

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