dieta 3Da lunedì mi metto a dieta! Quante sono le donne, e sempre di più anche gli uomini, che ciclicamente pronunciano questa frase, salvo trovarsi dopo qualche settimana o addirittura pochi giorni a mollare l’intento con l’immancabile senso di frustrazione?

Be’ da oggi c’è un modo per scoprire se la dieta che abbiamo intrapreso avrà successo oppure no. Si tratta di un esame che permette di misurare l’attività del sistema nervoso a riposo. Così, quanto maggiore sarà l’attività involontaria dei muscoli a riposo, tanto di più saranno le possibilità di dimagrire seguendo la dieta.

A dimostrarlo è stato uno studio condotto dal Baker IDI Heart & Diabetes Institute di Melbourne, in Australia, e pubblicato recentemente sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism. I risultati di questa ricerca, condotta su un campione di 42 persone in sovrappeso, si rivelano di un’utilità fondamentalmente per quei soggetti che vengono considerati “resistenti” alle diete, ossia coloro che malgrado i sacrifici e gli sforzi per rispettare la dieta prescritta, non riescono a perdere peso come dovrebbero.

Gli scienziati hanno dimostrato che si può prevedere il futuro successo o fallimento in quei casi, misurando l’attività a riposo del sistema nervoso autonomo, cioè quella che scappa al nostro controllo volontario. Quanto più elevati saranno i livelli di attività a riposo, più si potrà dimagrire. Adesso, i ricercatori puntano a trovare il modo di stimolare artificialmente l’attività nervosa autonoma a riposo, per rafforzare l’effetto dimagrante di una dieta nei casi difficili.

A cura di Silveria Conte

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