hpv papilloma virusArriva una nuova conferma dell’efficacia del test genetico per l’individuazione del Papilloma virus. Uno studio pubblicato su The Lancet Oncology da Chris Meijer e dai suoi colleghi dello University Medical Centre di Amsterdam ha verificato la capacità del test del Dna di individuare meglio e con maggiore esattezza rispetto al solo Pap test la presenza di ceppi ad alto rischio di Hpv.

I ricercatori hanno analizzato un campione di donne fra i 29 e i 56 anni, dimostrando che l’uso del test Hpv aveva fornito diagnosi precoci di lesioni pre-cancerose e aveva consentito ai medici di intervenire in maniera più tempestiva ed efficace.

“Il test HPV rappresenta un’importante innovazione a disposizione di tutte le donne – commenta il Prof. Massimo Origoni, Cattedra di Ginecologia e Ostetricia, Università Vita Salute San Raffaele, Facoltà di Medicina, Milano -, le evidenze scientifiche dimostrano che il test HPV è in grado di individuare con maggiore sensibilità le trasformazioni pretumorali del collo dell’utero rispetto al Pap test. Questo ci consentirebbe uno screening più efficace e una diagnosi anticipata. Inoltre, in caso di negatività del test HPV, considerando la storia naturale della trasformazione neoplastica della cervice uterina, diventa possibile allungare fino a 5 anni l’intervallo tra un controllo e il successivo, con benefici per la donna e per la struttura sanitaria”.

Nel nostro paese si contano circa 1100 morti all’anno a causa di questo tumore, mentre vengono diagnosticati, sempre su base annua, 3500 nuovi casi. Per ridurre ulteriormente il numero di decessi è quindi determinante rafforzare l’attività di prevenzione sia attraverso la vaccinazione, sia attraverso uno screening più diffuso con l’impiego del test HPV che si è dimostrato più efficace dell’esame citologico nell’individuare le lesioni.

A cura di Silveria Conte

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