obesitàOltre ai sapori già conosciuti, ossia salato, dolce, amaro e aspro, ne sono stati scoperti altri due, il saporito, individuato solo poco tempo fa e chiamato dagli esperti anche “umami“, e, infine da ultimo il grasso.

Gli scienziati statunitensi della Washington University School of Medicine, guidati dalle dottoresse Nada Abumrad e M. Yanina Pepino, hanno pubblicato i risultati del loro studio sul Journal of Lipid Research. Da questo emerge la presenza di un recettore chimico sulle papille gustative della lingua che percepisce le molecole di grasso.

Ma c’è di più. Questa scoperta sarebbe direttamente collegata all’obesità. Secondo i ricercatori, infatti, ognuno di noi avrebbe una proteina CD36, presente in concentrazioni diverse, capace di metabolizzare i lipidi, e se si trova in quantità minime, non riesce a percepire abbastanza il grasso, come se non si fosse mai sazi, contribuendo, quindi, all’aumento di peso. Una scoperta importante, dunque, grazie alla quale si potranno in futuro mettere a punto terapie sempre più mirate contro l’obesità.

A cura di Silveria Conte

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