gravidanzaTre genitori, un padre e due mamme. E’ questo il segreto per sconfiggere alcune malattie, almeno è quanto sostengono alcuni studiosi britannici. L’obiettivo è quello di integrare il corredo genetico di un bimbo per proteggerlo da patologie trasmesse solo per via materna.

Un progetto che attualmente si scontra con la legge vigente che vieta questo genere di cose. Il patrimonio genetico di un bambino viene ereditato in parti ‘quasi’ uguali dalla madre e dal padre, ma c’è uno 0,2% che passa al nascituro solo attraverso la mamma ed è originato dai mitocondri.

La categoria di malattie che potrebbe essere evitata è infatti proprio quella mitocondriale, che può colpire organi come il cuore, i muscoli e il cervello.

Due le metodologie messe a punto dagli scienziati: la prima, chiamata transfer pronucleare, prevede l’utilizzo di due ovociti fecondati, uno della madre naturale e l’altro della donatrice. Quest’ultimo viene privato del Dna nucleare (la porzione cellulare che contiene tutte le informazioni genetiche), al cui posto viene inserito, grazie alla tecnica di fecondazione in vitro, quello della futura mamma. In questo modo si garantisce il passaggio della totalità del Dna materno al figlio, ma al tempo stesso si utilizza la parte mitocondriale della donatrice per evitare al neonato di ereditare anche i mitocondri “difettosi”.

La seconda tecnica, definita transfer della metafase del fuso mitotico, agisce ancora su due ovociti, questa volta non ancora fecondati, intervenendo per l’appunto sul fuso mitotico, una struttura cellulare deputata a separare i cromosomi e tutto il materiale della cellula madre durante la divisione cellulare che darà origine alle cellule figlie.

A cura di Silveria Conte

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