dormireSecondo un nuovo studio della University School of Medicine di Saint Louis è emerso che dormire di più e meglio riduce le possibilita’ di ammalarsi di Alzheimer. Un sonno turbato e ridotto, infatti, è associato all’accumulo di placche amiloidi che causano i problemi di memoria tipici del morbo di Alzheimer.

Il team di ricercatori ha analizzato i modelli di sonno di 100 pazienti tra i 45 e gli 80 anni, che non avevano mostrato segni di demenza, il 50% dei partecipanti aveva però una storia di malattia di Alzheimer in famiglia. I ricercatori hanno dotato i pazienti di un monitor capace di registrare il sonno per due settimane, verificando che il 25% ha mostrato tracce di placche amiloidi, segni di Alzheimer futuro.

La quantità media di sonno rilevata e’ stata di 8 ore ridotta a 6,5 ore a causa di varie interruzioni durante la notte. In definitiva, coloro che hanno speso l’85% del tempo trascorso a letto dormendo profondamente hanno minori possibilitaà di ammalarsi di Alzheimer (fino a cinque volte in meno) rispetto a coloro che hanno trascorso l’85% del tempo a rigirarsi tra le lenzuola.

E’ bene precisare che i dati raccolti non possono ancora determinare un rapporto chiaro di causa-effetto. “Dovremo monitorare il sonno delle persone nel corso degli anni per determinare se il sonno interrotto porti effettivamente alla produzione di placche amiloidi – hanno dichiarato i ricercatori - Il nostro studio, quindi, pone le basi per capire se la manipolazione del sonno sia una possibile strategia per la prevenzione o il rallentamento della malattia”.

A cura di Silveria Conte

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