allergiaIl numero di bambini colpiti da allergia in Italia è  in costante aumento. Si è passati dal 7% di vent’anni fa al 25% delle ultime rivelazioni. I fattori che hanno determinato questa impennata vanno ricercati nell’inquinamento atmosferico ma anche nei cambiamenti dei profili familiari.

“Le famiglie dei laureati hanno più figli allergici - Alessandro Fiocchi, direttore del reparto di Pediatria dell’Ospedale Macedonio Melloni di Milano - quelle meno numerose anche (i figli successivi al primo sono più protetti). C’è anche una relazione fra reddito procapite di un paese e allergie. In Albania sono molto meno frequenti che da noi, ma quando gli albanesi vengono qui le sviluppano. Un dato che sottolinea come i fattori ambientali giochino un ruolo importante”.

Dati questi che dovrebbero aiutare i medici a stabilire nuove possibili strategie, non solo di ordine terapeutico ma anche preventive. L’adozione della dieta mediterranea in gravidanza ad esempio diminuisce significativamente il rischio di avere un figlio allergico. Al momento, tuttavia, l’unico intervento con documentazione scientifica consistente è il ricorso alle ‘formule’ ipoallergeniche, a base di idrolisati delle proteine del latte, che riducono le probabilità del bambino di diventare allergico al latte, ma non ad altri alimenti.

A cura di Silveria Conte

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